{"id":1152,"date":"2012-06-10T07:29:21","date_gmt":"2012-06-10T07:29:21","guid":{"rendered":"http:\/\/autori.altervista.org\/blog\/?p=1152"},"modified":"2012-06-10T07:29:21","modified_gmt":"2012-06-10T07:29:21","slug":"pensieri-minimi-e-massimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/pensieri-minimi-e-massimi\/","title":{"rendered":"Prefazione al mio secondo libro: Pensieri minimi e massime, Photocity, 2012"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/autori.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/EmanueleMarcuccio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1154\" alt=\"\" src=\"http:\/\/autori.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/EmanueleMarcuccio-228x300.jpg\" width=\"137\" height=\"180\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Questa breve raccolta di pensieri non ha, come spesso accade in opere compilative di aforismi, un intento filosofico, o sociologico o satirico. Non \u00e8 un trattato organico: la sua brevit\u00e0 e la sua insistenza su pochi temi le danno pi\u00f9 l\u2019aspetto di una serie di annotazioni spontanee, del tutto casuale ed estemporanea.\u00a0Il tono \u00e8 austero, lontano dall\u2019ironia, dal gusto per il paradosso, dal compiacimento per il <em>calembour<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gli enunciati sono sentenziosi e lapidari, eppure spesso pervasi da una mitezza d\u2019animo, da una fede, da un candore, che in qualche modo ne temperano il taglio perentorio e apodittico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gli argomenti \u201cfilosofici\u201dtrattati, tanto speculativi quanto etici, ossia felicit\u00e0 e dolore, amore e morte, funzione consolatoria e edificante dell\u2019arte, senso del tempo, rispetto umano e percezione del trascendente, sono chiaramente informati e illuminati da una formazione cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il tema centrale della raccolta \u00e8 per\u00f2 la poesia di cui l\u2019autore cerca di definire l\u2019essenza, indagandone, con acuto intuito e sincero trasporto, le segrete forze generatrici, le caratteristiche, lo sviluppo, le finalit\u00e0, individuando nel compiersi del processo comunicativo il suo pi\u00f9 autentico senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ben quarantotto aforismi sul totale di ottantotto trattano specificatamente di poesia, ora con note brevi e folgoranti, ora con riflessioni pi\u00f9 ampie e articolate.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In certi passaggi, parlando di poesia, Marcuccio fa della poesia.<br \/>\nIl tono da enunciativo diviene lirico come negli aforismi quarantasette (\u201cIl silenzio parla al poeta e il poeta osserva anche nel buio.\u201d) e ottanta (\u201cIl poeta \u00e8 cultore di sogni e ne raccoglie pezzi di cielo.\u201d) o anche nel quarantotto che inizia con una penetrante sequenza di aggettivi riferiti all\u2019ispirazione \u201cmisteriosa, inconscia, fuggitiva e spiazzante\u201d e che si chiude con un\u2019autocitazione. Altrove (aforisma settantasei), secondo la concezione platonica, rivendica la natura divina, magica, della poesia e la funzione ancillare del poeta: \u201cSiamo al servizio della poesia, la poesia non \u00e8 al nostro servizio [\u2026]\u201d. Che il poeta sia poi in qualche modo come un mago, un incantatore in grado di penetrare nella realt\u00e0 reinventandone le forme viene teorizzato nell\u2019aforisma ottantuno: \u201cScriviamo di una realt\u00e0 come trasfigurata e, nel contempo, cerchiamo di porgere al lettore una speciale lente d\u2019ingrandimento, che trasfiguri e ingrandisca allo stesso tempo\u201d. Nondimeno nell\u2019aforisma quarantuno rivendica alla poesia anche un ruolo ludico, che coinvolge necessariamente il poeta stesso e che si riaggancia al requisito della spontaneit\u00e0, sovente reclamato come imprescindibile: \u201cLa poesia non \u00e8 puro artificio, non \u00e8 sterile costruzione ma piacere per gli occhi e per il cuore, qualcosa che ci meraviglia e ci colma<br \/>\nd\u2019interesse, che ci spinge a ricercar nuovi lidi, dove far approdare questo nostro inquieto nocchiero che \u00e8 il nostro cuore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Pensieri minimi e massime<\/em> di Emanuele Marcuccio quindi, lungi dall\u2019avere obiettivi trattatistici, si presenta piuttosto come opera a met\u00e0 fra il manifesto della propria poetica e un diario interiore, costituendo un prezioso corollario alla sua produzione letteraria attraverso il quale \u00e8 possibile entrare nell\u2019animo e nella natura pi\u00f9 riservata di questo scrittore emergente per conoscerne tanto gli aspetti umani quanto le motivazioni artistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Luciano Domenighini \u00a0 &#8211; Travagliato (BS), 23 marzo 2012<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Libri Italiani<br \/>\nBrossura 47 Pagine<br \/>\nEdizione: 1<br \/>\nISBN: 9788866822400<br \/>\nEditore: Photocity \u00a0Edizioni<br \/>\nData di pubblicazione: Giugno, 2012<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">N. B. Tutti i lettori interessati potranno ordinarlo in libreria o direttamente sul sito della casa editrice, si fa prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/ww2.photocity.it\/Vetrina\/DettaglioOpera.aspx?versione=18665&amp;formato=8549&amp;page=8r\" target=\"_blank\">http:\/\/ww2.photocity.it\/Vetrina\/DettaglioOpera.aspx?versione=18665&amp;formato=8549&amp;page=8r\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa breve raccolta di pensieri non ha, come spesso accade in opere compilative di aforismi, un intento filosofico, o sociologico o satirico. 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