{"id":1425,"date":"2013-11-15T10:11:24","date_gmt":"2013-11-15T10:11:24","guid":{"rendered":"http:\/\/autori.altervista.org\/blog\/?p=1425"},"modified":"2013-11-15T10:11:24","modified_gmt":"2013-11-15T10:11:24","slug":"cuori-in-affari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/cuori-in-affari\/","title":{"rendered":"Cuori in affari"},"content":{"rendered":"<p>Mary decise di frequentare quella scuola di ballo; era rimasta sola, e non voleva rinchiudersi in casa e morire lentamente nell\u2019anima, cos\u00ec sarebbe stata per un paio di ore in mezzo agli altri, chiss\u00e0, forse si sarebbe distratta e non avrebbe pensato pi\u00f9 al suo ex. La maestra di ballo le affianc\u00f2 un tipo strano, Alfredo, timido ma gi\u00e0 molto esperto di balli, certo a livello amatoriale, ma non aveva importanza, Mary non aveva velleit\u00e0 artistiche, voleva solo trascorrere il tempo senza pensare;<\/p>\n<p>In poco tempo il corpo di Mary, gi\u00e0 perfetto, si adegu\u00f2 ai ritmi del ballo, Mary fece grandi progressi e i suoi movimenti ora erano sensuali e sciolti, il suo nuovo cavaliere la vide trasformarsi; il suo nuovo cavaliere tra un ballo, una pausa e una bevanda le stava plagiando la mente.<\/p>\n<p>Alfredo il timido, forse non era tanto timido, ma mentre era un attento cavaliere, diventava all\u2019improvviso dispotico, scostante; Mary non aveva capito ancora che tipo fosse; ma aveva deciso di divertirsi e che il cuore dei maschi non l\u2019avrebbe pi\u00f9 ferita; non si sarebbe pi\u00f9 innamorata; ma lei era gi\u00e0 innamorata e non lo sapeva ancora.<\/p>\n<p>Il suo cavaliere aveva cominciato con un semplice elogio, poi le aveva ripetuto fino alla paranoia che le voleva bene fino a che anche lei era arrivata a dichiarare la stessa cosa. E ora se ne rendeva conto, lui le aveva fatto il lavaggio del cervello, l\u2019aveva condizionata al punto tale che lei ormai parlava come lui, ma forse, lei, era come lui, aveva bisogno di quell\u2019uomo, cos\u00ec fuori dalla norma, cos\u00ec desideroso di averla e a lei piaceva.<\/p>\n<p>Si le piaceva quel cavaliere cos\u00ec scostante, la faceva sentire importante, unica, amata. Comunque sia, lei aveva capito il gioco del suo cavaliere. Pens\u00f2 che non era tanto innamorata in fin dei conti, si ora forse lei stava cercando uno suo scopo nella vita e ..decise di usare il suo bel cavaliere.<\/p>\n<p>Lo assecond\u00f2 in quei suoi capricci, lei era sola, non le poteva certo far male un po\u2019 di sesso, s\u00ec,d\u2019accordo , era sesso senza amore ma ci si sarebbe abituata e chiss\u00e0 forse anche divertita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec incominci\u00f2 a ripetere le sue frasi. Ti amo, ti voglio, sei mio; tutte frasi del genere, era facile ripeterle, per il sesso, doveva aspettare, non si erano ancora incontrati fuori dalla scuola di ballo, da soli.<\/p>\n<p>Mary aveva deciso, ma non le stava bene fare l\u2019amante, un\u2019amante pu\u00f2, all\u2019improvviso, scocciarsi e cambiare partner, e poi troppa fatica rimanere giovane, un amante deve curare il proprio corpo, un amante deve essere sempre bella e giovane.<\/p>\n<p>Lei decise di sfruttare il suo bell\u2019amante; doveva cercare un lavoro, qualcosa senza responsabilit\u00e0, un tranquillo lavoro dietro una scrivania, e il suo cavaliere ne aveva di amicizie. Ecco il primo passo, poi sarebbe stato il tempo di una casa \u00a0ma una cosa alla volta; ora si doveva impegnare per il lavoro. E lei lo chiam\u00f2 al telefono, voleva incontrarlo fuori dalla scuola di ballo.<\/p>\n<p>Lui ne fu entusiasta, questo stava aspettando, credeva di averla convinta, non pens\u00f2 che lei stesse facendo il suo gioco. E si diedero appuntamento in una cittadina fuori dalla cerchia degli amici di ambedue, si ritrovarono alla stazione, subito le loro bocche si cercarono come se rispettassero un antico rituale, ma era solo la prima volta che si vedevano fuori dal ballo ma si erano gi\u00e0 tanto legati l\u2019uno all\u2019altro che non ne poterono fare a meno.<\/p>\n<p>E questo preoccup\u00f2 molto Mary, cap\u00ec cos\u00ec che voleva fare la dura, ma era gi\u00e0 bella e cotta, ci era cascata in pieno, ma anche il suo cavaliere, faceva la parte dell\u2019uomo vissuto ma era di una timidezza esasperante, anche lui aveva il cuore che batteva a mille. Mano nella mano si avviarono a quell\u2019alberghetto sul \u00a0litorale, vi arrivarono, si guardarono, e \u2026 si misero a ridere, non vi entrarono pi\u00f9, capirono che la loro storia era al principio, e che loro non erano tipo da solo sesso, \u00a0dovevano conoscersi un po\u2019. E cos\u00ec s\u2019incamminarono lungo la costa, lei, presa da una strana smania, si tolse le scarpe e scese in spiaggia, lui la segu\u00ec e camminarono per molto tempo, si raccontavano, si.. vivevano, la loro storia li stava travolgendo nelle spire della passione e loro ne erano ignari. Poi ritornarono alle auto, si salutarono, si strinsero la mano, un bacio casto e ognuno si gir\u00f2 verso la propria auto, ma lei ci ripens\u00f2.<\/p>\n<p>In fretta si volt\u00f2, lo prese per il bavero della giacca e lo attir\u00f2 a se, fu un bacio pieno di \u2026 aspettative, fu un travolgimento dell\u2019anima. Lui si stacc\u00f2, la guard\u00f2 e allora fu lui che la strinse tra le braccia, aveva delle braccia energiche ma la sua stretta fu anche di una dolcezza sorprendente e si salutarono a malincuore.<\/p>\n<p>Lei risal\u00ec sulla sua auto e con una sgommata nervosa si allontan\u00f2, dallo specchietto retrovisore vide lui appoggiato alla macchina che accendeva una sigaretta; Mary aveva tutti i pensieri in subbuglio, non si aspettava una simile reazione da se stessa, ma anche la sua reazione era stata strana ma vuoi vedere che giocando, giocando si stavano innamorando per davvero? Lei lo doveva sapere, non voleva impegolarsi in una storia, non ora, ora doveva lavorare per il suo futuro, ma come avrebbe potuto avere ragione del suo cuore? Stava gi\u00e0 galoppando a mille ma lei era risoluta.<\/p>\n<p>Consider\u00f2 quell\u2019attimo come un piccolo incidente di percorso, come una follia da richiudere nel fondo del cuore, e si spavent\u00f2 del suo stesso cinismo ma ora era cresciuta. Non si sarebbe pi\u00f9 innamorata, l\u2019amore, la passione levavano respiro alla vita stessa, questi erano i suoi nuovi pensieri, per\u00f2 non ne era tanto convinta.<\/p>\n<p>Mary conosceva la zona dove lui lavorava e li, in quei paraggi, sul finire della mattinata, si fece trovare un luned\u00ec.<\/p>\n<p>Alfredo: &#8211; ehi, Mary (posandole una mano sul braccio) che ci fai da queste parti?<\/p>\n<p>Mary: &#8211; avevo un appuntamento, un colloquio per un lavoro ma penso che non sia andata bene; sai mi ha fatto strane proposte e io ho fatto finta di non capire&#8230;e cos\u00ec la solita risposta (assumendo un atteggiamento da direttore panciuto e compiacente -bene ,signorina, le faremo sapere. Sa, ci sono tante candidate, sar\u00e0 difficile stabilire la migliore, quel che possa andare bene per il mio ufficio.<\/p>\n<p>Alfredo: &#8211; ma che stronzo; dai, Mary non te la prendere, vieni, andiamo a prenderci un bel caff\u00e8 &#8230; forse io potrei fare qualcosa per te &#8230;&#8230;. dimmi,\u00a0 cosa vorresti fare, che titoli hai? non ci mettere il pensiero &#8230; ma forse un posto potrei farlo uscire &#8230;sai&#8230;\u00a0 Mi piace fare le magie.<\/p>\n<p>Ridendo i due si avviarono al bar in quell\u2019angolo di piazza, entrarono, scelsero un tavolino, si sedettero e ordinarono due caff\u00e8. Mary gli raccont\u00f2 che aveva un diploma di contabile; una minilaurea in economia aziendale; che aveva lavorato come commercialista presso un\u2019azienda locale e che poi, come una stupida aveva lasciato quel lavoro per gestire l\u2019azienda del suo ex, grosso errore, aggiunse che non si dovrebbe unire il lavoro con i sentimenti.<\/p>\n<p>Alfredo la guard\u00f2 perplesso e poi disse:<\/p>\n<p>-ma che scemenze, io allora ora non dovrei scomodare i miei amici per sistemarti. In quel momento avrai deciso che era meglio cos\u00ec, per\u00f2 se la tua storia fosse continuata ora tu non avresti bisogno di un lavoro? Non ti sembra? E, poi, cosa vuol dire ? Io ora, se penso a una storia con te, non dovrei trovarti un lavoro?<\/p>\n<p>Lei, ridendo, e mentendo:<\/p>\n<p>-ma certo che no, tu avresti l\u2019obbligo di trovarmi un lavoro&#8230;&#8230; per assicurarti che io non vada a mangiare alla CARITAS e si mise a ridere, un riso quasi a comando, un qualcosa di falso, pieno di ipocrisia.<\/p>\n<p>Nel frattempo il cameriere aveva portato i loro caff\u00e8, lo presero, lui pag\u00f2 e uscirono in strada. Si salutarono e si diedero \u00a0appuntamento per quella sera.<\/p>\n<p>Mary si diresse direttamente a casa sua, non aveva intenzione di camminare in cerca di un lavoro, il suo amo era stato gettato, lui vi aveva abboccato, ora era solo questione di tempo.<\/p>\n<p>Alfredo torn\u00f2 in ufficio, subito si mise al telefono, contratt\u00f2 qualche amico, ebbe delle promesse e ora toccava alla sua Mary accettare quel che le sembrava pi\u00f9 adatto a lei. Quella sera Alfredo telefon\u00f2 a Mary, le parl\u00f2 delle probabilit\u00e0 trovate e le pass\u00f2 gli orari per i colloqui, facendole capire che dipendeva solo da lei, che scegliesse quello che pi\u00f9 le pareva idoneo.<\/p>\n<p>Mary si sedette sul divano, stese le lunghe gambe, accese la sua ennesima sigaretta, appoggi\u00f2 il capo sulla spalliera del divano e guardava la strada che stava percorrendo, la sua mente proiett\u00f2 la sua vita immaginaria su un binario sospeso in aria e si, tra poco un lavoro, avrebbe accettato qualcosa di calmo, rilassante, malleabile, poi avrebbe pensato al proseguo. Stava programmando la sua vita, avrebbe creato la sua tranquillit\u00e0.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, di buon mattino, Mary fece una bella colazione, fette biscottate, burro, marmellata, del latte, un caff\u00e8.<\/p>\n<p>Un attimo davanti allo specchio come se volesse intimare a se stessa la tattica da usare; riflessa nello specchio c\u2019era proprio lei, la vera Mary.<\/p>\n<p>Una giovane donna di 32 anni, alta 1\u201975, longilinea,neanche un grammo in pi\u00f9 di peso, una folta capigliatura riccioluta rossa, ma non era un riccio di quelli stretti ed antipatici da tenere a posto.<\/p>\n<p>Erano dei riccioli abbastanza morbidi, lei, solitamente, li sistemava con un grazioso fermaglio su di un lato, il resto le scendeva morbido sulle spalle incorniciando il viso di una bellezza rara.<\/p>\n<p>I suoi occhi verdi spiccavano per la loro profondit\u00e0, vivaci ed espressivi erano l\u2019invidia di molte donne; il suo nasino aveva un non so che di aristocratico, un naso perfetto ma quello che aveva di bello il suo volto erano le labbra.<\/p>\n<p>Aveva labbra carnose, di un vivido color rosso scuro, ma non erano come quelle labbra rifatte da un qualsiasi chirurgo, era evidente \u00a0che le sue erano state modellate da madre natura.<\/p>\n<p>Mary continuava l\u2019ispezione di se stessa, come per convincersi delle opportune scelte di vita che stava attuando; il suo sguardo scendeva lungo il corpo.<\/p>\n<p>Aveva un collo e un decolt\u00e9 stupendi, da Venere, il seno poi, non era eccessivo il suo seno, forse una terza, ma era turgido, sodo, ben disegnato, il sottile giro vita evidenziava i suoi fianchi perfetti e in ultimo le sue lunghe gambe, affusolate.<\/p>\n<p>Mary apr\u00ec l\u2019armadio, uno sguardo veloce e scelse l\u2019abito per quel giorno; una gonna e giacca, di un grigio\u00a0 fumo, una camicetta celeste con dei bottoncini celesti\u00a0 screziati di grigio, scarpe e borse in tinta: ecco quello era l\u2019abito per quel giorno.<\/p>\n<p>Mary fece una doccia veloce, indoss\u00f2 l\u2019abito scelto, alz\u00f2 i suoi capelli in una crocchia, per tenerli v\u2019 infil\u00f2 due bastoncini di vimini, si guard\u00f2 allo specchio, si, convenne che stavano bene, le donavano un\u2019aria risoluta di donna decisa.<\/p>\n<p>Mise al collo un filo di perle, indoss\u00f2 le scarpe, un tacco appena accennato, doveva dare l\u2019impressione di una donna elegante ma pratica, di una donna bella ma vigile, insomma quel che lei era veramente.<\/p>\n<p>And\u00f2 a quel suo primo appuntamento; la fecero accomodare, poi fu ricevuta dal direttore del personale che subito la mand\u00f2 su, ai piani alti.<\/p>\n<p>Fu ricevuta da un uomo dell\u2019apparente et\u00e0 di 55 anni, una pancia tipica delle persone arrivate, come di quelli che ormai avevano raggiunto l\u2019apice della carriera e che ora non temevano pi\u00f9 per il posto di lavoro.<\/p>\n<p>L\u2019uomo le fece capire subito che il posto era gi\u00e0 suo, non importava il suo curriculum, era stato gi\u00e0 tutto chiarito, doveva solo accettare, ma lei non si accontent\u00f2, all\u2019improvviso cap\u00ec che non era quello che voleva, un posto\u00a0 di&#8230; parcheggio? No, lei non voleva questo, lei voleva un posto di lavoro dove le sue doti sarebbero state messe in discussione, un posto di lavoro dove doveva combattere per affermare le sue idee.<\/p>\n<p>Aveva capito ora cosa avrebbe trovato agli altri colloqui, se li fece tutti, ma la sua sorpresa arriv\u00f2 all\u2019ultimo indirizzo, c\u2019era proprio Alfredo ad attenderla, sarebbe stato lui il suo datore di lavoro? No, a questo non poteva sottostare, torn\u00f2 a casa, mise sulla tavola tutti i cartellini \u00a0dove era stata, li studi\u00f2, \u00a0accese il p c e controll\u00f2 tutte le ditte, cosa trattavano il possibile budget di ognuno di loro e fece la sua scelta. Lei non era il tipo da stare parcheggiata; la ditta scelta era giovane, si stava imponendo sul mercato ed era quella che faceva al suo caso.<\/p>\n<p>Si, convenne che aveva sbagliato, lei non era tipo da fare l\u2019amante, lei voleva una vita sua, la voleva articolare secondo il suo stile, stare otto ore chiusa in un ufficio senza prendere decisioni, ma limarsi solo le unghie?<\/p>\n<p>No, quella non era lei, ma la sua idea iniziale di sfruttare Alfredo rest\u00f2 in piedi, non aveva proprio voglia di fare lunghe file e catastrofici concorsi per un lavoro e poi anche se fosse andata bene ci sarebbe stata sempre l\u2019ultima raccomandata del momento che le avrebbe rubato il \u00a0lavoro. Prepar\u00f2 tutto per il giorno dopo, si cambi\u00f2 di abito, mise un jeans, una polo, raccolse i capelli in un codino, un paio di scarpe comode, un accenno di trucco e raggiunse Alfredo al bar pattuito la mattina. Tipico bar del dopo lavoro dei colletti bianchi, a prima vista ne rimase esterrefatta; sapeva dell\u2019ambiente frequentato da Alfredo ma vederlo e viverlo in prima persona era diverso, quell\u2019atmosfera ebbe un impatto positivo sulla sua anima, le piaceva e le fu facile calarsi nella parte di probabile donna in carriera.<\/p>\n<p>Alfredo la vide e le fece cenno con la mano di raggiungerlo, lei, con passo sicuro, si avvicin\u00f2 al bancone, si appoggi\u00f2 appena allo sgabello, non fece come suo solito, non si sedette accavallando le lunghe gambe, ma si appoggi\u00f2 appena, un piede appoggiato alla traversina dello sgabello e l\u2019altro ben piantato a terra.<\/p>\n<p>Era una posa studiata, avvicinandosi ad Alfredo aveva \u00a0dato\u00a0 un\u2019occhiata alle altre donne, quasi tutte sedevano con quella foggia, per Mary non era uno scimmiottare le altre, per Mary era apprendere nuove regole di vita.<\/p>\n<p>Alfredo prese il suo bicchiere e le fece cenno di\u00a0 seguirlo, si diresse verso un separ\u00e9, quasi in fondo al locale, attorno ad un tavolino c\u2019erano due donne, belle, spavalde, sicure di loro stesse, e tre uomini, parevano annoiati, le cravatte allentate, la barba incolta, un non so che di stravagante nello sguardo.<\/p>\n<p>Tutti si animarono alla vista di Alfredo, segno evidente che lo tenevano in gran considerazione; Alfredo present\u00f2 Mary al gruppo.<\/p>\n<p>La solita stretta di mano, qualche complimento, ma senza esagerare, per\u00f2 era difficile staccare gli occhi dal viso di Mary, e si, lei era proprio una bella donna.<\/p>\n<p>I \u00a0suoi occhi verdi erano di un\u2019intensit\u00e0 straordinaria, unita poi a una vivace intelligenza la facevano diventare un tipo veramente affascinante; i tre amici di Alfredo quasi non riuscivano a staccarle gli occhi di dosso.<\/p>\n<p>Mary si era abituata, aveva una scorta di frasi pronte per l\u2019uso e riusc\u00ec ben presto a far distogliere l\u2019attenzione da se; uno degli amici era un giovane direttore di quella stessa impresa che la ragazza aveva visitato la mattina e che aveva deciso di adottare come sua possibile fonte di lavoro.<\/p>\n<p>E fu cos\u00ec che inevitabilmente la discussione volse al lavoro, in quel separ\u00e9 fu deciso l\u2019avvenire di Mary, tra un martini e una manciata di arachidi; non era un lavoro di segretaria ,ma neanche di dirigente.<\/p>\n<p>Mary sarebbe stata come un jolly, ora toccava solo a lei giocare bene le sue carte e farsi conoscere come persona preparata e all\u2019altezza della situazione. Mary era in gamba, aveva portato in attivo la societ\u00e0 del suo ex, ed era stata un\u2019impresa alquanto difficile, il suo ex si era riempito di debiti con acquisti azzardati e inutili.<\/p>\n<p>In quell\u2019azienda lei aveva dato il massimo di se stessa, era riuscita in poco tempo ad azzerare le perdite e poi la fine della storia le aveva strappato quel posto di lavoro, si certo lo avrebbe potuto conservare, ma l\u2019idea di ritrovarsi lui ogni giorno le creava non pochi problemi e cos\u00ec aveva dato un taglio a tutta la sua vita precedente; come dire compagno nuovo, lavoro nuovo.<\/p>\n<p>I due giovani salutarono gli amici e uscirono dal bar, s\u2019incamminarono lungo la strada, mano nella mano come due adolescenti, la loro passeggiata era silenziosa, come se avessero paura di spezzare un incantesimo.<\/p>\n<p>Mary si sentiva strana, come se lo stava tradendo, voleva raccontargli tutto ma la vita le aveva insegnato che la sincerit\u00e0, a volte era pericolosa, tanto comunque erano solo suoi pensieri, che male poteva mai fare se la storia sarebbe diventata pi\u00f9 seria, restava sempre un suo segreto.<\/p>\n<p>Camminando lui le poggi\u00f2 il braccio sulle spalle, tipico gesto protettivo dei fidanzati, Mary rest\u00f2 un poco sconcertata da un simile gesto, lui la considerava gi\u00e0 sua? Non sapeva se esserne lusingata o preoccupata ma il suo corpo rispose al suo posto.<\/p>\n<p>Il suo capo si adagi\u00f2 nell\u2019incavo della spalla di Alfredo, lei, all\u2019improvviso cap\u00ec se stessa. Tutti quei pensieri di vendetta verso l\u2019altro sesso non erano altro che il desiderio, no anzi, il bisogno di essere amata; cap\u00ec che la storia precedente non era stata nulla, solo una breve parentesi tra un lavoro e un altro, il suo ex non aveva nulla di romantico, il suo ex era arido, un albero senza frutti, per questo tutto era finito.<\/p>\n<p>Ora lei stava bene con Alfredo, si sentiva parte della sua vita ma come poteva essere? Lo conosceva da cos\u00ec poco tempo e pareva una vita, si riscoprivano a fare gli stessi gesti, gli stessi pensieri, era amore?<\/p>\n<p>Mary non lo sapeva, ma sentiva il vuoto dentro al solo pensiero di perderlo.<\/p>\n<p>Per un attimo pens\u00f2 alla sua strategia, si, convenne con se stessa che era stata folle pensare di non amare pi\u00f9, il destino le aveva affiancato un uomo eccezionale, fragile e premuroso, lei, la guerriera, aveva perso senza combattere, era vinta, era innamorata, ed ora non sapeva cosa fare.<\/p>\n<p>Alz\u00f2 lo sguardo e lo vide forse veramente per la prima volta; uomo potente nel suo settore, rispettato e temuto nel lavoro.<\/p>\n<p>Ora era un altro, barba lunga, capelli spettinati e uno sguardo da piccolo cerbiatto, ed era il suo cerbiatto. All\u2019improvviso lui la sospinse in un androne di palazzo, le prese il viso tra le mani e la baci\u00f2, un lungo bacio passionale; in quell\u2019attimo Mary scopr\u00ec tutto il mondo del suo uomo, Alfredo non mischiava il lavoro con gli affetti, erano come due persone diverse, di una gentilezza e passionalit\u00e0 l\u2019uomo che amava; di una freddezza e padronanza di se l\u2019affarista.<\/p>\n<p>Mary, ad un attento esame cap\u00ec che loro due erano simili, solo che lei stava sciupando le sue forze, le doveva dirottare verso il lavoro e lasciarsi andare con Alfredo, lui era un esempio da seguire, lui teneva le cose separate.<\/p>\n<p>Alfredo la guard\u00f2 a lungo negli occhi e poi le chiese:<\/p>\n<p>-Ma cosa stai pensando? Stai qui con me ma ti sento lontano anni luce, come se stessi preparando una guerra; ma su amore mio, rilassati, lasciati andare, non mi va di amare una combattente.<\/p>\n<p>E rise, Alfredo rise di cuore, era felice e lo dimostrava senza pudore, senza reticenze; e si, lui era fatto cos\u00ec, una cosa alla volta ma la faceva per benino, dava tutto se stesso nell\u2019impresa del momento, forse era questa la chiave del suo successo, crederci anima e corpo e non lasciarsi distrarre da altre cose.<\/p>\n<p>E mano nella mano i due amanti si diressero verso la macchina. Questa volta non andarono fuori a un misero albergo, Alfredo le chiese, senza titubanze:<\/p>\n<p>&#8211; Ti va di venire da me stasera?ci accoccoliamo sul divano, ci guardiamo negli occhi, senza sesso, senza forzature, si fa ci\u00f2 che vogliamo, anche solo dormire appoggiati l\u2019uno all\u2019altro.\u2019<\/p>\n<p>I suoi occhi neri all\u2019improvviso divennero cos\u00ec profondi che si potevano leggere i suoi pensieri, le sue passioni, un mare infinito di piacevoli sensazioni e Mary si lasci\u00f2 andare a quell\u2019oblio di tenerezze, fece di si col capo ed aggiunse, quasi a rafforzare i suoi intenti: &#8211; si, andiamo da te amore mio, e se poi vogliamo \u00a0\u2026\u2026<\/p>\n<p>I due giovano stettero accoccolati sul divano, un martini e s\u2019incantarono a vedere i vecchi video di Alfredo, c\u2019era un po\u2019 di tutto, giornate al mare con la famiglia, la prima comunione, i 18\u2019anni, risero tutta la sera, e veramente s\u2019addormentarono sul divano appoggiati l\u2019uno all\u2019altro, senza sesso, e ancora una volta scelsero di conoscersi prima, e dormirono placidamente fino alle prime luci dell\u2019alba.<\/p>\n<p>La prima a svegliarsi fu Mary, and\u00f2 in cucina per preparare il caff\u00e8, stava caricando la moka quando fu avvolta dall\u2019abbraccio di Alfredo; lei si lasci\u00f2 andare, quel bacio sul collo aveva risvegliato in lei antichi ricordi, una voglia improvvisa di appartenergli nacque nel suo animo e Mary assecond\u00f2 i gesti di lui;\u00a0 furono attimi vissuti consapevolmente, intensamente, furono momenti importanti per entrambi, ecco, ora avevano scelto di essere l\u2019uno per l\u2019altro, ma l\u2019orologio continuava a scorrere il suo tempo, ed era tardi, ormai ora di ufficio: ridendo si salutarono, Alfredo sotto la doccia e Mary scapp\u00f2 a casa sua, si doveva cambiare d\u2019abito, era il giorno del suo nuovo lavoro, ed era in ritardo.<\/p>\n<p>Mary era una persona pratica, non si perse in inutili tocchi di trucchi, o in momenti di prova per gli abiti; appena un\u2019ombra di trucco.<\/p>\n<p>Indoss\u00f2 velocemente la prima cosa che le capit\u00f2 sotto le mani e via, in ufficio; la sua praticit\u00e0, come sempre, le fu di aiuto.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 in ufficio cinque minuti prima dell\u2019orario, si ferm\u00f2 sulla porta del suo ufficio, con lo sguardo abbracci\u00f2 ogni centimetro di quell\u2019ambiente, c\u2019era tutto ci\u00f2 che le poteva servire.<\/p>\n<p>Sent\u00ec dietro di se una presenza, si volt\u00f2 e vide la sua segretaria, una ragazza minuta, esile, i capelli in ordine, legati sulla nuca e fermati da un austero fiocco blu, una mise tipica da segretaria, camicetta golfino e gonna a piegoni, scarpe con un tacco basso, era evidente che la ragazza era seria e dedita al suo lavoro, bene sarebbero andate d\u2019accordo.<\/p>\n<p>Mary le tese la mano e si presentarono; la segretaria si chiamava Olga, aveva una voce ferma, decisa, stabile, e s\u00ec, pens\u00f2 Mary, sarebbero state una coppia perfetta. Mary sapeva che parte del suo successo sarebbe stata anche opera dei suoi collaboratori e quella ragazza pareva efficiente.<\/p>\n<p>Quel lavoro di ufficio era interessante, si d\u2019accordo le sue proposte dovevano passare un\u2019approvazione, ma era proprio questo che piaceva a lei; la competizione con gli altri, era l\u2019ultima arrivata, le sue idee fresche e all\u2019avanguardia stavano contagiando tutti, ormai non era pi\u00f9 solo un ufficio, era Mary: un punto fermo per molti.<\/p>\n<p>Dietro alla sua efficienza c\u2019era una preparazione meticolosa, la sera tarda, lei si sedeva davanti al suo pc e studiava l\u2019argomento del giorno dopo, stava delle ore, ma tutto doveva essere chiaro, nitido, non lasciava nulla al caso, lei era Mary, il giorno dopo nessuno avrebbe potuto coglierla impreparata; questa era la Mary lavoratrice: -una macchina sempre efficiente.<\/p>\n<p>C\u2019era quel nuovo contratto che le creava un po\u2019 di problemi, era un doppio contratto, una prima parte non tanto difficile, la seconda riguardava lo smaltimento di rifiuti ospedalieri, era la prima volta che Mary trattava di simile argomento, lo doveva studiare, sviscerare in tutte le sue fasi, nulla doveva essere lasciato inesplorato, e s\u00ec, Mary era cos\u00ec, doveva essere padrona della situazione.<\/p>\n<p>In quel contratto c\u2019era qualcosa che non le piaceva. Era diventato il suo tormento, lo sognava anche la notte; la sua ditta avrebbe acquistato le scorie per lo smaltimento; quei rifiuti facevano un giro pazzesco per poi finire quasi al punto da dove erano partite, ma quella non era una zona di smaltimento.<\/p>\n<p>Mary non riusciva a capire il perch\u00e9 di tutto; pagare per portare un carico ingombrante e pericoloso in giro per tutta l\u2019Europa e riportarlo in Italia in una zona non attrezzata per lo smaltimento? La sua mente cercava risposte; stava gi\u00e0 da due notti su quel contratto e non ne veniva a capo.<\/p>\n<p>Quella notte decise all\u2019improvviso di recarsi sul sito, lei doveva capire, cavolo in discussione c\u2019era il suo avvenire, e se poi, come aveva sospettato, era solo un cane che si mordeva la coda?<\/p>\n<p>Alle prime luci dell\u2019alba si mise in macchina e parti per la Campania, quello era il sito designato, la mente di Mary non riusciva a collegare al posto giusto tutti i pezzi del suo puzzle. Ecco, giunta sul luogo, aperta campagna, non c\u2019era nulla, nulla, solo un odore nauseabondo. E lei cerc\u00f2 di capire la sorgente di quell\u2019odore.<\/p>\n<p>C\u2019erano delle alture, strane alture. Le osserv\u00f2, ci gir\u00f2 intorno, e vide quei lembi di plastica, difficile alzarli, pesanti e poi su c\u2019era cresciuta della vegetazione e poi vide, in parte in parte dei liquami maleodoranti, scuri, ispezion\u00f2 meglio quella vasta zona, s\u2019inerpic\u00f2 su quelle alture, tutta la mattinata scorazz\u00f2 in quei luoghi, e quasi alla fine, quando stava per cedere alla stanchezza, quando aveva deciso di andare via lo vide. Vide il bordo di un fusto, vecchio, arrugginito, vi scav\u00f2 un po\u2019 intorno, era bucherellato in parte, in parte, la ruggine lo stava consumando e dai quei fori fuoriusciva un rivolo appena visibile di liquame, che odore odioso, acre, bruciava gli occhi, la gola arsa, lei si allontan\u00f2 subito, la sua mente analizz\u00f2 velocemente il tutto. I rifiuti, dunque, erano abbandonati?<\/p>\n<p>Aveva bisogno di riflettere, prese una sigaretta e si rese conto di avere le mani troppo sporche per portare la sigaretta alle labbra, aveva visto poco prima un torrente, cerc\u00f2 di ricordare e si avvicin\u00f2 ma le mani non le pot\u00e9 lavare, quel torrente, a un attento esame aveva delle acque di uno strano colore, delle striature colorate comparivano all\u2019improvviso per poi sparire tra le sue stesse onde, un arcobaleno mobile solcava quelle acque fetide.<\/p>\n<p>Una strana fretta s\u2019impossess\u00f2 di lei, velocemente si avvi\u00f2 alla macchina, doveva lasciare quel posto, subito. Sal\u00ec in macchina e part\u00ec. Al primo rifornitore si ferm\u00f2, and\u00f2 nei bagni e lav\u00f2 scrupolosamente le mani, appena il tempo di un caff\u00e8 e via verso l\u2019ufficio.<\/p>\n<p>Vi arriv\u00f2 nel primo pomeriggio, in riunione, c\u2019erano tutti e la guardarono un po\u2019 perplessi, non l\u2019avevano mai vista accigliata, metteva\u00a0 soggezione, si capiva subito che qualcosa l\u2019aveva contrariata.<\/p>\n<p>Mary si sedette al suo posto e lasci\u00f2 che tutti dicessero la loro, chiese qualche chiarimento e, in preda ad una strana agitazione, si alz\u00f2 e afferm\u00f2 che lei non aveva intenzione di avvallare quel contratto perch\u00e9 dei punti non le erano ancora chiari, aveva bisogno di un\u2019altra settimana, e le fu accordato altro tempo; ormai la conoscevano, sapevano che le sue scelte erano giuste e a favore dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>Solo un collega fece dell\u2019ostruzionismo, disse che il contratto era gi\u00e0 perfezionato e che non c\u2019era la necessit\u00e0 di altre analisi. Questo discorso allert\u00f2 la mente di Mary; dunque era lui l\u2019anello bacato di congiunzione tra il lecito e l\u2019illegale? Doveva stare attenta e muoversi con cautela, lasci\u00f2 la seduta e si diresse al suo ufficio, qualche telefonata, chiam\u00f2 la segretaria, le lasci\u00f2 dei promemoria per il giorno e and\u00f2 via.<\/p>\n<p>Mary aveva appuntamento con un caro amico, uno della procura, lei doveva sapere, in fondo era questo il suo lavoro, trovare le falle nei contratti e risolverle, lavoro di responsabilit\u00e0 e di prestigio.<\/p>\n<p>Si present\u00f2 all\u2019appuntamento con Alfredo, lei voleva essere sicura di capire bene, Alfredo sarebbe stato un valido aiuto, raccont\u00f2 la sua verit\u00e0 all\u2019amico Gustavo, tenente dei NAS.<\/p>\n<p>Gustavo scuoteva la testa mentre ascoltava; poi le disse chiaramente di abbandonare quel progetto, di non accettare il contratto, Gustavo non svel\u00f2 i retroscena ma lasci\u00f2 capire che loro gi\u00e0 stavano indagando, gi\u00e0 sapevano di quei malsani affari e che le loro indagini si sarebbero chiuse entro poco tempo.<\/p>\n<p>Mary e Alfredo andarono via, Mary era molto contrariata, non sapeva come muoversi, la sua difficolt\u00e0 era palese e il caro Alfredo le venne in aiuto, le sugger\u00ec di mettersi in malattia, di inventarsi un malanno per cui abbandonava per un po\u2019 la scena. L\u2019idea era accettabile e attuabile, per\u00f2 Mary era sana come un pesce, cosa mai poteva accusare?<\/p>\n<p>E assorta nei suoi pensieri non si accorse della buca proprio davanti a lei, Alfredo non fece in tempo ad afferrarla e lei mise il piede in malo modo, sent\u00ec un dolore sordo alla caviglia, un calore improvviso e assurdo, si aggrapp\u00f2 al braccio di Alfredo, ma non riusciva a poggiare il piede a terra, dal bar vicino si fece avanti un commesso che aiut\u00f2 Alfredo a sostenere la ragazza che zoppicando si sedette su una sedia fuori a quel bar, Alfredo prov\u00f2 a toglierle la scarpa ma il dolore era troppo, lei tra una lacrima ed un sorriso forzato ebbe la sfrontatezza di dire:<\/p>\n<p>-Ecco, Alfredo, il mio malessere servito su un doloroso piatto d\u2019argento, su vai a prendere l\u2019auto che mi accompagni in ospedale.<\/p>\n<p>OSPEDALE-<\/p>\n<p>Ebbene, dalle lastre risult\u00f2 una bella contusione, le immobilizzarono l\u2019arto e le diedero trenta giorni di convalescenza e riposo assoluto.<\/p>\n<p>Mary non era tipo da riposo assoluto, sarebbe stato per lei un mese lungo assai, per\u00f2 era quello che le serviva, si poteva assentare senza far nascere sospetti, e comunque quei trenta giorni li poteva investire in una ricerca personale.<\/p>\n<p>Aveva dei parenti a Napoli, ci si poteva recare e vedere se riusciva a capirci qualcosa in quel dannato contratto.<\/p>\n<p>Quella mattina Alfredo le fece da accompagnatore, la port\u00f2 in ufficio dove Mary consegn\u00f2 il referto dell\u2019ospedale, poi la accompagn\u00f2 a casa.<\/p>\n<p>Mary aveva deciso di partire quella mattina stessa per Napoli, Alfredo non capiva la sua fretta, poi con quella stampella le faceva proprio tenerezza; ma conosceva la testardaggine di lei e decise di assecondarla, poteva comunque raggiungerla a Napoli durante il fine settimana.<\/p>\n<p>Il povero Alfredo si assicur\u00f2 che Mary stesse comoda su quel treno, preso tra l\u2019altro per il rotto della cuffia e, sconsolato la guard\u00f2 partire.<\/p>\n<p>Gli scossoni del treno le crearono non pochi problemi, ma lei era tutta assorta sul suo lavoro; contratt\u00f2 telefonicamente il suo appoggio a Napoli e rimuginava con la mente cosa poteva mai scoprire a Napoli.<\/p>\n<p>Sapeva che si doveva muovere con cautela, sapeva che era un territorio minato, ma lei non aveva intenzioni di scoprire chiss\u00e0 quali marchingegni, voleva sapere solo come funzionava un po\u2019 tutta la faccenda e se quel suo collega tanto solerte fosse veramente colluso con la mafia di Napoli.<\/p>\n<p>Alla stazione Mary trov\u00f2 la cugina Sofia ad attenderla; erano circa quindici anni che non si vedevano; Dio com\u2019era cambiata; aveva ancora un bel fisico, era evidente comunque essere una mamma, le sue rotondit\u00e0 erano pi\u00f9 dolci, non aveva nulla pi\u00f9 di quelle spigolosit\u00e0 tipiche dell\u2019et\u00e0 giovanili, i capelli poi portati corti, e si con quattro figli non c\u2019era pi\u00f9 tanto tempo da dedicare a se stesse e un capello corto era pi\u00f9 gestibile la mattina per accompagnare i figli a scuola, appena un accenno di trucco ma sarebbe stato anche inutili.<\/p>\n<p>Sia lei che Sofia aveva dei bei lineamenti, Mary rest\u00f2 un po\u2019 perplessa con il rossetto, la cugina non ne usava eppure era una patita in giovent\u00f9, nel suo beauty-case i rossetti facevano numero, ne aveva di tutti i colori, e, incuriosita Mary le chiese esplicitamente il perch\u00e9 della mancanza di una cosa cos\u00ec importante per il passato.<\/p>\n<p>Sofia placidamente le rispose che andava sempre di fretta e che poi il figlio rifiutava un suo bacio fuori la scuola con il rossetto; i compagni di scuola lo prendevano in giro e cos\u00ec lei ci rinunciava volentieri perch\u00e9 era pi\u00f9 importante il figlio del rossetto. Il primo scontro di Mary con una realt\u00e0 diversa da quello cui lei era abituata, ricordava la cugina anni addietro, spensierata sul suo motorino perennemente con i capelli al vento, ben sapendo che poi la sera sarebbero stati tutti ingarbugliati; la ritrovava ora giovane donna, giovane madre cosciente del suo ruolo, premurosa e affabile da non crederci. E Mary, con la fantasia correva, si chiedeva se sarebbe stato cos\u00ec anche per lei una volta che avesse deciso di avere un figlio? Fu un pensiero veloce, no, lei non voleva zavorra, non avrebbe voluto avere, per il momento, un figlio. La Giovane Mary non sapeva che diventare madre non era un contratto con se stessi, era un momento delicato che trasformava il modo di concepire la stessa vita, ma lei non era pronta per questo ruolo, troppi progetti da soddisfare, un figlio sarebbe stata una catena e lei non era pronta.<\/p>\n<p>Mentre era assorta nei suoi pensieri, erano arrivate a casa della cugina, il viaggio in treno e poi quello in macchina l\u2019avevano proprio stancata, la caviglia le doleva molto.<\/p>\n<p>Sofia le aveva preparato un lettino da spiaggia sulla sua terrazza, la aiut\u00f2 a stendersi, le lev\u00f2 la scarpa, le port\u00f2 una bevanda fresca e le disse di riposarsi mentre lei preparava il pranzo, per chiacchierare c\u2019era tempo.<\/p>\n<p>Mary sorseggiava la sua bibita, e poi s\u2019incant\u00f2 ad osservare il panorama, Dio che splendida visuale, il suo sguardo abbracciava tutto il golfo, viaggiava veloce la mente di Mary sui binari dei suoi ricordi,\u00a0 percorreva con il pensiero quei vicoletti angusti e pieni di vita, s\u2019immaginava a guardare il cielo ed incontrava ininterrotte corde tra un palazzo ed un altro dove facevano bella vista di se i panni ad asciugare, tipico di quei vicoli.<\/p>\n<p>La stanchezza ebbe ragione di Mary; si appisol\u00f2 su quel lettino, esausta. Sofia la lasci\u00f2 dormire tranquilla, verso sera Mary si svegli\u00f2, la caviglia non le dava pi\u00f9 fastidio, aveva intorno a se i nipotini che la guardavano incuriositi; quella zia venuta da lontano con la caviglia bendata suscitava la loro fantasia.<\/p>\n<p>Mary li osservava con calma, il pi\u00f9 grande, Roberto era davvero alto per la sua et\u00e0, appena tredici anni compiuti, frequentava la III media con profitto, aveva i capelli della madre, lisci, neri, portati molto corti, il viso era testimone dei cambiamenti tipici in quell\u2019et\u00e0 cos\u00ec particolare, occhi castani scuri, vigili, attenti, il naso era il suo cruccio, si stava modificando, ora era grosso e lui non credeva che poi si sarebbe adattato al suo viso, le labbra normali, comunissime labbra, faceva palestra e il suo fisico ne era testimone, una bella massa muscolare lo sosteneva e una certa elasticit\u00e0 nei movimenti.<\/p>\n<p>Mary volse lo sguardo sul secondo nipotino, Carlo, una capigliatura incredibile, aveva preso dal padre Vittorio, quei capelli impossibili, certi ricci stretti, stretti che il ragazzino portava un po\u2019 lunghi, cercava di coprire quelle deliziose orecchie a sventola, la sua dannazione; \u00a0gli occhi erano come quelli del fratello, quasi identici, solo che lo sguardo in lui aveva quel guizzo tipico degli scugnizzi, non praticava nessuno sport, lui diceva che non c\u2019era portato e mentre parlava assestava un altro punto sul suo nintendo, e si, era appassionato di giochini \u00a0tecnologici, aveva, tra i suoi giochi, quasi tutte le novit\u00e0 e una bella pancia da bambino sedentario.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in disparte c\u2019era Alida, la femminuccia pi\u00f9 grande, esile come il primo fratello, alta, capelli neri lunghi e lisci, come quelli della mamma da giovane, occhi intensi di un bel colore verde scuro con striature castano, un nasino normale, come pure le labbra, quello che la distingueva erano gli zigomi, erano alti, sarebbe diventata una bella donna da adulta.<\/p>\n<p>Ed ecco, aggrappata alla gonna della sua mamma l\u2019ultima della nidiata, Manuela, appena quattro anni, capelli rossi, come la zia, arruffati, lunghi, degli occhietti castani scuri scrutavano la zia, delle lentiggini le coprivano tutta la superficie del naso, le labbra piccole e deliziose, un bel tipetto canzonatorio e scherzoso, il suo carattere gioviale la rendeva unica.<\/p>\n<p>Stette qualche giorno a oziare con i nipotini, era assetata della loro compagnia e si riprendeva un po\u2019 dal suo problema, dalla stanchezza del viaggio, dal pensiero di quel suo collega cos\u00ec desideroso di portare il contratto a termine.<\/p>\n<p>La sera chiacchierava con la cugina; le raccont\u00f2 di quello che aveva scoperto, di quello che sperava di conoscere a Napoli; la cugina la tranquillizz\u00f2, le disse di non muoversi da quella casa, era un viso nuovo e non sapeva cosa domandare e a chi, ci avrebbe pensato lei, conosceva dei tali, avrebbe saputo, solo un po\u2019 di tempo e avrebbe saputo.<\/p>\n<p>In effetti, cos\u00ec fu, Sofia in poco pi\u00f9 di una settimana seppe molte cose, senza correre pericoli, tranquillamente come se fosse stato solo un pettegolezzo di negozio.<\/p>\n<p>Mary aveva visto giusto, i rifiuti ospedalieri non erano venduti per nulla, viaggiavano solo un po\u2019, il guadagno stava nel sotterrarli e in contemporanea erano riciclati i soldi della droga, era un lavaggio perfetto.<\/p>\n<p>Mary non disse alla cugina che il tutto era gi\u00e0 sotto controllo, non poteva, avrebbe scoperchiato un calderone infuocato, tutto doveva procedere come prima, tanto la cugina non vi era coinvolta, il marito aveva un negozio di salumi, non poteva saper nulla di rifiuti ospedalieri.<\/p>\n<p>Passarono altri giorni spensierati per Mary, e poi quel venerd\u00ec lei era proprio euforica, sarebbe venuto anche Alfredo, lo avrebbe presentato alla cugina, Alfredo viaggiava in macchina e Mary decise che poi sarebbe risalito con lui.<\/p>\n<p>Erano le 16 circa Sofia e Vittorio si preparavano per andare ad aprire il loro negozio, stavano aspettando con ansia l\u2019arrivo di Alfredo, anche solo per una stretta di mano veloce, poi la sera si sarebbero conosciuti con calma, ma Alfredo non arrivava, eppure era veloce nella guida.<\/p>\n<p>Frosinone \u2013Napoli non era una tratta cos\u00ec lunga; Mary prov\u00f2 a chiamarlo molte volte ma il cellulare suonava a vuoto. Dannazione alla caviglia, non potersi muovere era un vero tormento, Mary non sapeva proprio come fare quando finalmente squill\u00f2 il suo cellulare.<\/p>\n<p>Alfredo non era pi\u00f9 partito, quel suo amico, il datore di lavoro di Mary era stato arrestato\u00a0 e anche molti della stessa ditta; alcuni \u00a0camion dei trasporti rifiuti erano stati bloccati al confine, ma non quando uscivano dall\u2019Italia, bens\u00ec \u00a0quando vi rientravano ancora con il loro mortale carico, altri erano stati bloccati mentre scaricavano il loro carico di veleni.<\/p>\n<p>Ecco l\u2019operazione anticipatale dal suo amico Gustavo era stata attuata.<\/p>\n<p>Alfredo si stava preoccupando per l\u2019amico, gli aveva trovato un abile avvocato. Sapeva della sua innocenza, sapeva che presto sarebbe stato rilasciato, ma ora lui lo doveva aiutare, fargli sentire la sua presenza e allora, addio viaggio a Napoli.<\/p>\n<p>Mary decise di rientrare, sapeva che sarebbe stata interrogata anche lei; e lei sapeva molte cose.<\/p>\n<p>RITORNO A CASA<\/p>\n<p>Il mattino dopo Sofia accompagn\u00f2 Mary alla stazione, le due cugine si salutarono con un abbraccio nostalgico.<\/p>\n<p>Alla stazione di Frosinone Mary trov\u00f2 la sua segretaria che le aveva usato la gentilezza di andarla a prendere.<\/p>\n<p>Arrivata a casa, Mary trov\u00f2 una convocazione del comando dei carabinieri; contratt\u00f2 il suo avvocato per farsi accompagnare, pens\u00f2 che fosse meglio presentarsi direttamente assistita da un legale, non voleva che le sue dichiarazioni si potessero volgere contro, ed avvis\u00f2 anche il suo amico Gustavo.<\/p>\n<p>Insieme decisero di incontrarsi prima, ma sempre al comando, ora la cosa si doveva muovere sui binari della trasparenza, l\u2019eco del sequestro era troppo alto per cercare di gestire il tutto senza far rumore.<\/p>\n<p>La deposizione di Mary fu messa a verbale, di quello che lei venne a sapere gi\u00f9 non ne parl\u00f2, voleva evitare di coinvolgere anche la cugina e poi dai giornali aveva capito che erano fatti gi\u00e0 risaputi; la sua assenza dal lavoro fu anche la sua fortuna, infatti, il contratto fu perfezionato durante la sua malattia.<\/p>\n<p>Per la sua caviglia erano passati gi\u00e0 ventotto giorni, Mary prov\u00f2 a presentarsi in ospedale, era stanca di non potersi muovere liberamente, e poi ora in ufficio serviva una mente geniale come la sua, bisognava creare una nuova affidabilit\u00e0 alla ditta, in effetti, lei voleva solo conservare il suo posto di lavoro, le piaceva quella ditta, aveva forte possibilit\u00e0 di crescere e il personale, escludendo alcuni, era capace e simpatico.<\/p>\n<p>Mary, in \u00a0ospedale, fu accompagnata dal suo Alfredo, il medico, dopo i soliti controlli, le conferm\u00f2 una perfetta guarigione, le sbend\u00f2 la caviglia, un minimo di terapia a base di pomata locale e la rimand\u00f2 a casa. Mary e\u00a0 Alfredo si presero il pomeriggio di libert\u00e0. Alfredo la port\u00f2 al mare, le disse che camminare sulla sabbia le avrebbe giovato, e, in effetti, cos\u00ec fu, passeggiare a piedi nudi su un suolo che cedeva volentieri al suo passo, fu un vero piacere, la sabbia assecondava il suo passo senza cedere troppo, offrendo comunque ai suoi piedi un appoggio morbido e stabile.<\/p>\n<p>La giornata fu molto lunga e articolata, Mary era veramente stanca, si fece accompagnare a casa da Alfredo, lo salut\u00f2 con un caloroso e stanco bacio, mise il suo bel pigiama comodo e s\u2019infil\u00f2 sotto le coperte, neanche il tempo di stiracchiarsi per benino che cadde in un profondo e salutare sonno.<\/p>\n<p>Il mattino dopo Mary si svegli\u00f2 con una grinta eccezionale, fu veloce nel vestirsi, e si rec\u00f2 in ufficio, il suo archivio era \u2026. completamente vuoto, i carabinieri avevano sequestrato tutto, in tutta la ditta non vi era rimasto neanche un appuntino, nulla. Mary si ricord\u00f2 di non aver fatto colazione, invit\u00f2 la sua segretaria e gi\u00f9 al bar, si sedettero al tavolino e Mary ordin\u00f2 cornetti e cappuccini, divor\u00f2 con gusto la sua colazione, poi uscirono dal bar e Mary disse alla segretaria che poteva prendersi mezza giornata di libert\u00e0, ma alle 14 doveva stare in ufficio, c\u2019era molto lavoro da fare.<\/p>\n<p>La segretaria la guard\u00f2 stupita, ma se non c\u2019erano documenti, su cosa avrebbero potuto lavorare?<\/p>\n<p>Mary la guard\u00f2 con un piglio strano, le disse di non preoccuparsi, lei avrebbe portato i documenti, e che, se poteva, di trovarle un pc, sarebbe stato indispensabile.<\/p>\n<p>Mary si rec\u00f2 in quella vecchia casa di sua zia fuori citt\u00e0, proprio alla periferia estrema, aveva l\u00ec messo al sicuro tutti i suoi documenti, su quel pc vecchio e lento che la zia le aveva lasciato in eredit\u00e0.<\/p>\n<p>Fece una copia di ogni cosa su due pennine diverse. Richiuse la casa dietro le sue spalle, e si rec\u00f2 al primo ufficio postale dove sped\u00ec una delle pennine alla cugina Sofia, e poi dritta all\u2019ufficio. Vi arriv\u00f2 appena alle 14\u201905, la sua segretaria gi\u00e0 stava in ufficio, era riuscita a procurarle un paio di pc e le due donne si misero al lavoro, da sole in quegli uffici vuoti, avevano molti programmi da riesaminare, sarebbe stato un lungo pomeriggio.<\/p>\n<p>Nel frattempo il suo datore di lavoro fu rilasciato, Alfredo lo and\u00f2 a prendere, si abbracciarono i due amici, l\u2019uno contento di essere stato creduto e rilasciato, l\u2019altro fiducioso nella vita, e s\u00ec, Alfredo sentiva in fondo all\u2019anima che qualcosa sarebbe accaduto, qualcosa di positivo; chiese all\u2019amico Giacomo dove voleva essere accompagnato.<\/p>\n<p>Giacomo: &#8211; Alfredo, se non ti scoccia, portami in ufficio.<\/p>\n<p>Alfredo fu preso da un attimo di panico, sapeva che dopo l\u2019irruzione della polizia tutti gli uffici erano spogli di ogni cosa, si rattrist\u00f2 un poco il cuore.<\/p>\n<p>Alfredo:- ma dai, ci andrai domani, ora torna a casa, fatti una bella doccia\u00a0 e domani andrai in ufficio.<\/p>\n<p>Giacomo: &#8211; no Alfredo, ci devo andare ora, devo vedere cosa posso salvare ancora, questo fatto ha distrutto anni di lavoro, non ho pi\u00f9 nulla ormai, anzi, ti serve un operaio? E gi\u00f9, un\u2019amara risata.<\/p>\n<p>Alfredo (dandogli una pacca sulla spalla):-Su, monta in macchina, andiamo.<\/p>\n<p>E i due amici si recarono presso gli uffici, Alfredo parcheggi\u00f2, i due scesero dall\u2019auto e Giacomo alz\u00f2 lo sguardo verso le finestre dei suoi uffici, fu sorpreso nel vedere le luci accese, guard\u00f2 il suo amico chiedendo tacitamente con lo sguardo spiegazioni.<\/p>\n<p>Anche Alfredo alz\u00f2 lo sguardo, anche lui rimase stupito, e rivolto all\u2019amico:<\/p>\n<p>&#8211; Su, saliamo, andiamo a vedere chi c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Nella sua voce rassegnazione, Alfredo pensava a un altro sopraluogo da parte dei carabinieri, ipotizzando qualche altro controllo.<\/p>\n<p>Restarono senza parole i due amici quando aprirono le porte dell\u2019ufficio; tra una marea d\u2019incartamenti Mary e Olga si muovevano sicure e indaffaratissime, sobbalzarono alla vista dei due uomini, Giacomo rimase immobile, come se non capisse; Mary gli si avvicin\u00f2, con delle cartelline in mano dicendo:<\/p>\n<p>&#8211; Giacomo, non \u00e8 tutto perduto, ci sono molti contratti ancora in piedi con clausole vincolanti, se riusciamo a rispettare delle scadenze, forse potremmo andare avanti.<\/p>\n<p>Guglielmo:- ma come faremo, non abbiamo pi\u00f9 nulla su cui lavorare? E cadendo a sedere su di una sedia, il capo tra le mani, lo sguardo fisso a terra e la voce piegata dalla sconfitta ma come faremo?<\/p>\n<p>Mary:- Non tutti i documenti sono andati perduti, quelli affidati a me sono tutti salvi. Io ne facevo sempre delle copie, sa, gi\u00e0 mi ero trovata a lavorare per una ditta in difficolt\u00e0 e ho pensato che avere una copia sarebbe stato utile.<\/p>\n<p>Poi c\u2019era quell\u2019ESPOSITO GAETANO che non mi \u00e8 mai piaciuto, ho le copie dei suoi incartamenti, li stiamo studiando, ci sono molti punti oscuri, secondo i miei dati, saresti fallito tra non molto tempo.<\/p>\n<p>Lui stava lavorando per accollarsi la ditta, aveva gi\u00e0 acquisito i nostri debiti, quasi tutti, ma possiamo fermare tutto; lui ora sta un po\u2019 fermo, sta sotto controllo per la storia dei rifiuti.<\/p>\n<p>Possiamo riprenderci, ma ci servono i capitali per i debiti, una bella cifretta, ma ne parleremo domani, su non ti scoraggiare, c\u2019\u00e8 sempre una soluzione, \u00a0verremo a capo di ogni cosa.<\/p>\n<p>Alfredo portalo a casa e assicurati che si riposi, domani sar\u00e0 una giornata da incubo per noi, ma se ci va bene!<\/p>\n<p>Alfredo la guardava con ammirazione, la sua donna che si muoveva elegantemente tra le scartoffie con la leggiadria di una ballerina e la fame di uno squalo, Dio come la amava.<\/p>\n<p>Il giorno dopo Mary e Giacomo si recarono in banca, fu una mattinata tremenda.<\/p>\n<p>L\u2019istituto di credito non voleva in alcun modo emettere un prestito, la banca non lavorava con ditte colluse, bisognava trovare un\u2019altra strada, quei debiti andavano risolti, era veramente un periodo brutto, se la ditta falliva, anche i posti di lavoro saltavano, 450 tra operai e impiegati, e poi, quelle erano le sfide che piacevano a Mary, solleticavano il suo senso della vita.<\/p>\n<p>Mary doveva riflettere; quella sera Mary non usc\u00ec con il suo Alfredo, troppo nervosa, sarebbe stata una cattiva compagnia, e poi la sua mente aveva bisogno di restare da sola con se stessa, doveva trovare una soluzione; tutta la notte rest\u00f2 sveglia, controll\u00f2 tutti i documenti, tutte le scartoffie ma non riusciva a venirne a capo.<\/p>\n<p>Mary pens\u00f2 che forse era meglio staccare un po\u2019 la spina.<\/p>\n<p>Riemp\u00ec la sua vasca da bagno, aggiunse il suo profumo preferito, olio \u00a0di eucalipto, un\u2019essenza che la rilassava, lentamente si spogli\u00f2, s\u2019immerse nella vasca abbandonando il corpo al piacere di quell\u2019acqua piacevolmente calda, appoggi\u00f2 il capo e chiuse gli occhi. Pass\u00f2 cos\u00ec un tempo sconosciuto, ma l\u2019acqua ormai aveva perso il suo calore quando Mary si riebbe improvvisamente da quel suo torpore, guizz\u00f2 a sedere, ma s\u00ec, aveva trovato la soluzione, doveva essere per forza cos\u00ec.<\/p>\n<p>Rianimata dai suoi stessi pensieri\u00a0 usc\u00ec dalla vasca, indoss\u00f2 l\u2019accappatoio, si asciug\u00f2 i piedi ed and\u00f2 in camera, verso l\u2019armadio, diede un\u2019occhiata alla sveglia sul comodino, le 5, tra quasi due ore sarebbe stato ora di ufficio, bene aveva tutto il tempo di prepararsi. Si vesti con cura, no elegante, avrebbe avuto a che fare con gli operai.<\/p>\n<p>Doveva quella mattina abolire quello scalino immaginario che si crea tra impiegati e operai, aveva un jeans, una camicetta con un golfino, poco trucco, senza monili e un paio di scarpette da tennis; ecco, quello era l\u2019abbigliamento giusto per quella mattina.<\/p>\n<p>E si rec\u00f2 in ufficio, parl\u00f2 con la segretaria che organizz\u00f2 una riunione straordinaria, Mary, sicura, espose il suo piano, trov\u00f2 negli altri condivisione e scetticismo, c\u2019era chi la appoggiava e chi non ci credeva, a lei serviva solo un consenso e fu in quel mentre che Giacomo si alz\u00f2 per un discorso:<\/p>\n<p>&#8211; Signori la ditta \u00e8 di mia propriet\u00e0, sta andando a rotoli, io non ho soluzioni, vedere tutto il mio lavoro e quello di mio padre prima di me, vanificato, mi distrugge; Mary da sempre ha saputo trovare soluzioni, azzardate, ma tutte hanno dato degli ottimi risultati, io le consegno la ditta in mano, sono sicuro che lei la salver\u00e0, e poi, signori miei, mi sapete dire cosa potrei ancora perdere?<\/p>\n<p>Il primo passo era fatto; ora l\u2019assemblea con i lavoratori; Mary si rivolse dapprima ai sindacalisti e poi il suo sguardo, come un\u2019attrice consumata, abbracci\u00f2 tutta la platea:<\/p>\n<p>-Signori, per quest\u2019assemblea vi chiedo di mettere da parte il vostro ruolo di sindacalisti; non lo chiedo come dipendente, ma come collega, siamo sulla stessa barca e sta affondando; vi chiedo solo di ascoltarmi, poi ognuno di voi torner\u00e0 alle proprie case e non verrete al lavoro per tre giorni.<\/p>\n<p>Dovrete decidere un aspetto serio e grave, a voi tutti si chiede un sacrificio, a voi tutti si chiede un appoggio, come ben sapete la ditta \u00e8 in cattive acque, per l\u2019ingordigia di pochi, per la vessazione di pochi, per la sete di potere di pochi, ma chi ci perde siamo noi.<\/p>\n<p>Sono io perch\u00e9 non avr\u00f2 pi\u00f9 un ufficio, saranno gli altri impiegati perch\u00e9 anche il loro ufficio sar\u00e0 sequestrato, sarete voi tutti, i nostri mezzi e i nostri macchinari sono sotto sequestro e lo vedete da voi, questo piazzale mette terrore cos\u00ec vuoto, questo piazzale incute timore con i suoi silenzi, e pensare che la prima volta che l\u2019ho attraversato, ho dovuto gridare per farmi ascoltare tanto erano i rombi dei motori. Ebbene signori io vi chiedo di intervenire con i vostri capitali, quello che potete, quello che avete, quello che volete, sarete tutti nominati soci in base alla quota che potrete dare, e se andr\u00e0 bene e se ci riprenderemo, ci saranno anche premi sugli utili, pensate che il posto di lavoro \u00e8 a rischio.<\/p>\n<p>Certo potete aprire azione legale, sarete risarciti fin dove la ditta produrr\u00e0 capitali ma sapete che una vendita all\u2019asta non vi garantisce nulla, e poi non vi garantisce pi\u00f9 un lavoro.<\/p>\n<p>Se uniremo le nostre forze, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di farcela, avremo altri contratti, avremo altro lavoro, ma voi dovete intervenire presto, non lasciate che la ditta, il vostro posto di lavoro vada perduto.<\/p>\n<p>Io non ho nulla pi\u00f9 da dirvi, rifletteteci, \u00e8 una speranza, \u00e8 un azzardo, vi si chiede forse troppo; fra tre giorni vi aspetter\u00f2 qui per un s\u00ec o per un no, sta a voi la scelta. Non sarete certo biasimati per un no, la vita vi chiede di schierarvi per una volta, mettete da parte le vostre paure; imbarcatevi per queste nuove spiagge, s\u00ec, dovremmo attraversare la risacca, la scogliera \u2026 ma poi c\u2019\u00e8 l\u2019arenile, lunga distesa di sabbia bianca e finissima, dove ci potremmo finalmente riposare, dove ognuno di voi avr\u00e0 diritto al suo ombrellone; ma l\u2019ombrellone ve lo dovrete guadagnare con un\u2019azione coraggiosa.<\/p>\n<p>Mary si volt\u00f2 per andare via quando, dapprima lento poi con forza e clamore senti un battito di mani poi un altro ancora fin quando tutti la applaudivano, una lacrima inumid\u00ec i suoi occhi, lei ci credeva per davvero nel suo discorso.<\/p>\n<p>I tre giorni di chiusura non erano certo anche per lei, Mary e pochi collaboratori fidati stavano studiando una strategia di mercato, avevano molto lavoro da svolgere, le prossime scadenze incalzavano e loro dovevano essere pronti a tutto.<\/p>\n<p>Nonostante le preoccupazioni, il lavoro incessante, Mary pareva rinata a nuova vita, quegli attimi di vita frenetica, di decisioni importanti la caricavano di nuove energie, Mary era nata per dirigere, aveva una mente di un\u2019elasticit\u00e0 sorprendente, riusciva con pochi elementi a focalizzare tutta la questione e le sue risorse in soluzioni eccezionali e azzardate davano immediata risoluzione a qualsiasi problema.<\/p>\n<p>Dopo appena due giorni la bozza dei lavori da eseguire fu pronta, ora bisognava aspettare solo la nuova assemblea, ora bisognava aspettare. Inquieta come un purosangue prima della corsa, Mary non riusciva a star ferma, pareva che avesse mille cose da fare; Alfredo non l\u2019aveva mai vista all\u2019opera, riconobbe una professionalit\u00e0, una capacit\u00e0 di interagire, un qualcosa di eccezionale in quella donna, nella sua donna.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 il giorno dell\u2019assemblea, Mary aveva dormito poco e male, il nervosismo e la tensione erano stati suoi compagni di sonno.<\/p>\n<p>Si alz\u00f2 con una certa indolenza proprio quel giorno, una calma impressionante ora governava il suo animo, e s\u00ec, lei era fatta cos\u00ec, nel momento pi\u00f9 importante della questione una cinica freddezza s\u2019impossessava della sua mente.<\/p>\n<p>Lei viveva come esterno al suo stesso corpo, riusciva a non farsi coinvolgere e cos\u00ec che dava il meglio di se perch\u00e9 per lei non ci sarebbero state ne perdite ne profitti, riusciva in questo modo a gestire tutti i particolari e se qualcosa tentava a non seguire il binario giusto, lei lo convogliava dove aveva deciso.<\/p>\n<p>Questa era la sua tattica, questa era la sua forza. Arriv\u00f2 volutamente cinque minuti pi\u00f9 tardi dell\u2019ora stabilita, al suo apparire la platea si ammutol\u00ec come per incanto e si apr\u00ec in due ali e Mary si trov\u00f2, suo malgrado, a dover passare tra quelle due ali.<\/p>\n<p>Man mano che avanzava scrutava i volti degli operai e un dolce fremito s\u2019impossess\u00f2 del suo animo, non riusc\u00ec pi\u00f9 Mary a essere fredda e calcolata, aveva intuito l\u2019esito finale dell\u2019assemblea. Si fermo al podio, un attimo per riempire i polmoni di nuovo ossigeno rigeneratore, lentamente si volt\u00f2 verso la sua folla. E gli operai, senza proferire parola, come per ubbidire a un comando gi\u00e0 impartito, si posero in fila indiana ed incominciarono a sfilare.<\/p>\n<p>Ecco il primo, si avvicin\u00f2 e consegn\u00f2 a Mary una busta; Mary la prese come se fosse stata una preziosa reliquia, poi alz\u00f2 lo sguardo sull\u2019operaio, un viso rugoso e esageratamente abbronzato da anni di autostrade, spalle ampie e forti come chi per anni aveva dovuto manovrare quei colossi della strada.<\/p>\n<p>Mary lo guard\u00f2 negli occhi, uno sguardo profondo, Mary vi lesse la speranza, in quello sguardo c\u2019era tutta la voglia di riscatto da una vita precaria, da un lavoro incerto. L\u2019operaio la guard\u00f2, poi abbass\u00f2 lo sguardo sulla busta e poi di nuovo su Mary, tacitamente le aveva detto:<\/p>\n<p>&#8211; Ne, che fai? Non la apri?<\/p>\n<p>E con mano tremante Mary apr\u00ec quella busta, vi trov\u00f2 un cospicuo assegno, la giovane donna alz\u00f2 lo sguardo di nuovo verso l\u2019operaio che gi\u00e0 stava oltre e ancora una busta, ancora un lavoratore, c\u2019erano buste senza assegni, con denaro cartaceo, stiracchiato, cifre esigue.<\/p>\n<p>Mary davanti a quelle buste non batteva ciglio, in cuor suo erano pi\u00f9 preziose delle altre, immaginava il sacrificio di quella famiglia per racimolare simile somma, unico suo gesto, per testimoniare l\u2019affetto, era trattenere un attimo in pi\u00f9 la stretta di mano all\u2019operaio del momento.<\/p>\n<p>La cosa and\u00f2 avanti per circa due ore \u2026 alla fine ci fu un \u00a0lungo applauso e Mary si senti obbligata a salire su quel podio, li guard\u00f2 tutti, e ancora un\u2019altra volta, voleva fissare in maniera indelebile quei visi nella sua mente, avevano creduto in lei:<\/p>\n<p>&#8211; Signori ma che signori, RAGAZZI siete eccezionali, vedrete che ce la faremo, vedrete, non deluder\u00f2 le vostre attese \u2026 e ora .. al lavoro, subito, ci sono dei contratti da onorare, son riuscita a condonare la met\u00e0 dei mezzi, su, su ecco i documenti per il dissequestro, andate e \u2026 riportateli a casa quei mezzi, son stati fermi per troppo tempo.<\/p>\n<p>L\u2019assemblea si dissolse, senza fretta ma con solerzia, Mary e i pochi colleghi fidati si rintanarono negli uffici.<\/p>\n<p>Fu una settimana frenetica, catalogarono tutti gli assegni, furono preparate le distinte di versamento; furono emesse le obbligazioni per gli operai, quelli furono giorni di duro lavoro, e diedero i loro frutti.<\/p>\n<p>La ditta, in appena due mesi, riprese a lavorare a pieno ritmo, i debiti furono \u00a0estinti senza alcun fido; tutti i mezzi dissequestrati; tutti gli operai al loro posto, soddisfatti, ora erano soci, lavoravano con un\u2019altra lena, una vivacit\u00e0 straordinaria.<\/p>\n<p>Anche la ditta ne trasse beneficio, pareva tenuta meglio, come se ognuno si sentisse responsabile della struttura propria dell\u2019azienda; era come se ognuno fosse felice di recarsi al lavoro; alcuni operai si misero a tinteggiare anche la sala mensa.<\/p>\n<p>Alfredo osservava la sua donna da lontano, non avrebbe mai immaginato che avesse una cos\u00ec carica vitale; a volte pensava che se l\u2019avesse avuta come antagonista negli affari, beh sarebbe stata una bella gatta da pelare.<\/p>\n<p>Ringrazi\u00f2 il Dio che le loro aziende riguardavano due ambienti diversi, quella di Mary s\u2019interessava di trasporti e la sua di pubblicit\u00e0 e meeting, una vera fortuna.<\/p>\n<p>Ora i due giovani si vedevano meno spesso, la ditta veniva come affare prioritario, ci sarebbe stato un tempo anche per loro. Pareva che quella brutta storia dei rifiuti ospedalieri fosse gi\u00e0 cosa del passato remoto, si, c\u2019erano ancora tutta la pratica aperta, il lavoro degli inquirenti non era per niente concluso.<\/p>\n<p>Comunque per la ditta c\u2019era un po\u2019 di pace, era stato provato l\u2019estraneit\u00e0 della ditta e dei dirigenti, escludendo quell\u2019Esposito Gaetano. E quella mattina , in ditta si present\u00f2 proprio lui, Esposito Gaetano.<\/p>\n<p>Rivendicava il suo posto di lavoro. Affront\u00f2 Giacomo proprio davanti ai cancelli.<\/p>\n<p>Giacomo:-e tu che ci fai qua? Non ti basta il danno che ci hai arrecato?stavamo fallendo per una tua cazzata, vai via, per te non c\u2019\u00e8 lavoro.<\/p>\n<p>Gaetano: -Compa\u2019.. tu non hai capito, io stamattina lavoro qui e tu stai zitto, e nel mentre lo punzecchiava con l\u2019indice battendolo nell\u2019incavo della spalla di Giacomo, con violenza tanto da costringere il pover\u2019uomo a indietreggiare quasi perdendo l\u2019equilibrio.<\/p>\n<p>Giacomo:-(stabilizzandosi sulle gambe per non indietreggiare pi\u00f9) no, tu hai fatto troppi danni e noi abbiamo penato tanto per rimettere tutto in sesto, questa ditta ci costa sacrifici, a tutti noi (e Giacomo alz\u00f2 il tono di voce.)<\/p>\n<p>Gaetano (strattonando con veemenza il suo datore di lavoro):- Compa\u2019\u2026. tu forse non hai capito. Io qui ci lavoro e tu farai come ti dico, mi hanno detto che mo\u2019 l\u2019azienda sta bene, anzi che ci sono ottimi utili; sai, mi devo rimettere in sesto, ho avuto molte perdite, mi devo rifare ma tu hai capito bene io chi sono?<\/p>\n<p>Questa volta Giacomo fu preso proprio dall\u2019ira, aveva un fisico temprato in palestra, muscoli tonici e ben messi, assest\u00f2 un destro tanto forte da mandare Gaetano a terra. Ci fu un inizio di zuffa, accorsero molti operai che subito capirono la controversia, afferrarono Gaetano e, quasi sollevato da terra, lo accompagnarono ai cancelli e lo lasciarono cadere a terra; Gaetano si alz\u00f2, si stiracchi\u00f2 i pantaloni, pass\u00f2 la mano sotto il naso mentre guardava uno a uno gli operai e poi fece lo sbaglio di parlare:<\/p>\n<p>&#8211; vi ho visto a tutti quanti, che vi credete, state attenti, guardatevi sempre le spalle da questo momento.<\/p>\n<p>Ebbene non ebbe neanche quasi il tempo di finire la frase che si ritrov\u00f2 circondato da tutti gli operai, si senti qualcosa che lo pungeva alla gola, cap\u00ec subito che era una lama, sbianc\u00f2 in viso, non pot\u00e9 capire quale mano era armata, la ressa attorno a lui era veramente stretta, abbass\u00f2 gli occhi in un atto di sottomissione e la lama spar\u00ec come per incanto.<\/p>\n<p>La ressa allent\u00f2 un poco, ma veramente poco, lo spazio necessario perch\u00e9 un omaccione si facesse avanti:<\/p>\n<p>-noi non sapimmo tu chi si, ma sapimm\u2019anche \u00a0noi chi simmi, chest \u00e8 a fatica nostra e nostra adda\u2019 rimane, ci simm capit\u2026compa\u2019\u2026\u2026.<\/p>\n<p>Gaetano cap\u00ec che si stava giocando la vita, quei padri di famiglia non erano tanto rassicuranti e poi sapeva che quando la folla \u00e8 disperata \u00e8 pericolosa, basta un niente per azioni irreparabili; e cap\u00ec che era il momento di cedere, mormor\u00f2 appena qualche parola:<\/p>\n<p>-scusa, amico, io non sapevo, mo\u2019 vado via e \u2026<\/p>\n<p>L\u2019omaccione fece un passo verso di lui ripetendo:- e \u2026..<\/p>\n<p>Gaetano:- e \u2026niente, torno a casa mia\u2026.Mi son sbagliato.<\/p>\n<p>Omaccione:- Bene, arriderci, compa\u2019.<\/p>\n<p>E quella ressa come si era formata, cos\u00ec d\u2019incanto si dissolse, Gaetano si guard\u00f2 intorno, tutta la sua spavalderia svan\u00ec, con il capo chino si diresse alla sua auto e sgomm\u00f2 via.<\/p>\n<p>Tutti gli operai, risollevati, raccontandosi in parte l\u2019episodio e sentendosi ancora pi\u00f9 importanti, tornarono al loro posto di lavoro. Non si avvidero dell\u2019espressione fosca del viso di Gaetano; lui non era tipo da arrendersi, e gi\u00e0 pensava alla vendetta.<\/p>\n<p>La vita prese a scorrere tranquilla, il lavoro andava bene, Mary e Alfredo si ritrovavano tutte le sere, ah se fosse stato cos\u00ec proprio per tutte le sere. Quel venerd\u00ec c\u2019erano dei resoconti da compilare, Mary, la sua segretaria e qualche contabile si fermarono in fabbrica oltre l\u2019orario di lavoro, \u00a0ecco, dopo un paio di ore tutti i prospetti furono aggiornati, i due contabili andarono via\u00a0 e Mary e la segretaria sostarono ancora un po\u2019 in fabbrica. Le due donne stavano revisionando certe cartelle quando sentirono degli strani rumori, non ci diedero molta importanza, attribuirono il tutto ai soliti gatti, grosso errore.<\/p>\n<p>La quiete di quel venerd\u00ec sera fu scossa da un boato assordante, alte fiamme si alzarono dai depositi carburante, un acro odore di gasolio e pneumatici bruciati si sprigion\u00f2 nella zona e in lontananza gi\u00e0 si sentivano le sirene dei mezzi antincendio.<\/p>\n<p>Le fiamme avvolgevano tutta la parte anteriore della fabbrica, proprio dove stavano gli uffici delle due donne.<\/p>\n<p>Olga si stava riprendendo, aveva una scrivania capovolta sulla schiena , cerc\u00f2 di liberarsi e, nei movimenti, si accorse dei mille vetri sparsi un po\u2019 ovunque, aveva un forte mal di testa e si tocc\u00f2 proprio dove le doleva di pi\u00f9, sotto l\u2019orecchi destro, si accorse di essere ferita, aveva del sangue, ma non capiva se c\u2019era una ferita o il sangue usciva dall\u2019orecchio.<\/p>\n<p>Con molta difficolt\u00e0 riusc\u00ec ad alzarsi, la testa le girava, si appoggi\u00f2 alla parete, e si guard\u00f2 intorno e fu in quell\u2019attimo che vide i piedi di Mary sbucare dietro un armadietto divelto; Olga chiuse gli occhi, pareva volesse richiamare in se tutte le sue forze, tanti pensieri le offuscavano la mente\u00a0 e l\u2019odore del fuoco incominciava a farsi sentire, l\u2019ambiente si riempiva di fumo, un fumo acre, puzzolente.<\/p>\n<p>Olga riapr\u00ec gli occhi, Dio, Mary (pens\u00f2 in un attimo) le si avvicin\u00f2, cercava di capire se era viva, ma anche lei non era in se del resto, Olga scosse Mary da prima con garbo ma poi presa dal panico la scosse con forza. Mary non rispondeva, il fuoco sempre pi\u00f9 vicino e quell\u2019aria irrespirabile, Olga afferr\u00f2 la sua amica e con uno sforzo incredibile la trascin\u00f2 in bagno, sperando cos\u00ec di sfuggire alle fiamme. Olga guard\u00f2 per benino la sua amica, aveva una lacerazione all\u2019interno coscia con ancora una scheggia di vetro conficcata dentro, Olga continu\u00f2 a seguire con gli occhi la scia di sangue che aveva lasciato dietro di se trascinando l\u2019amica; fu veloce questa volta Olga a capire, si sfilo la sciarpetta che aveva a mo\u2019 di cinta e tent\u00f2 di fermare la fuoriuscita del sangue dalla ferita dell\u2019amica. Stringeva Olga con tutta la sua forza, ma la testa le girava e la vista si annebbiava e \u2026 svenne accanto all\u2019amica.<\/p>\n<p>Olga si risveglio in un lettino di ospedale, aveva una ferit\u00e0 sotto all\u2019orecchio destro, per fortuna l\u2019organo non aveva subito danni, attorno a lei i suoi familiari, tent\u00f2 di mettersi a sedere ma la mano premurosa della sua mamma dolcemente la ferm\u00f2.<\/p>\n<p>Mamma: &#8211; Olga, fermati, hai una commozione, devi stare tranquilla, non hai ferite gravi , i soccorsi sono arrivati in tempo, la tua amica, la tua amica non si sa se ce la far\u00e0, ha perso molto sangue, sta in terapia intensiva ormai gi\u00e0 da due giorni, non si riprende e la mamma di Olga scoppi\u00f2 a piangere.<\/p>\n<p>Entrarono nella stanza dei carabinieri, fecero uscire \u00a0tutti e presero la deposizione di Olga.<\/p>\n<p>TERAPIA INTENSIVA<\/p>\n<p>Olga domand\u00f2 cosa era successo, e cos\u00ec seppe che nell\u2019attimo dello scoppio in zona c\u2019era una pattuglia dei carabinieri, erano riusciti a fermare un\u2019auto che cercava di allontanarsi a tutta velocit\u00e0, a bordo c\u2019erano tre uomini, uno era Esposito Gaetano.<\/p>\n<p>Nel cofano \u00a0dell\u2019auto c\u2019erano anche delle lattine vuote di benzina .Il passaggio in zona della pattuglia aveva scongiurato un danno maggiore di quel che poteva essere, i mezzi di soccorso erano stati allertati per tempo, i danni relativamente contenuti, ma la sua amica , non si sapeva se ce l\u2019avrebbe fatta.<\/p>\n<p>Dopo qualche giorno Olga si pot\u00e9 alzare dal letto e si rec\u00f2 alla terapia intensiva, dalla vetrata poteva scorgere il volto dell\u2019amica, di un pallore impressionante, era intubata e dei macchinari rilevavano tutto quello che succedeva in quel corpo cos\u00ec statico; di fianco al letto c\u2019era un uomo seduto su una sedia, aveva tra le sue mani quella di Mary e si vedevano le sue labbra muoversi segno che parlava . Olga picchiett\u00f2 con delicatezza sul vetro per attirare l\u2019attenzione dell\u2019uomo, e l\u2019uomo si volt\u00f2; era Alfredo, irriconoscibile, smunto in volto, gli occhi segnati da un lungo pianto e ancora qualche lacrima lasciava i suoi occhi per scorrere sul quel volto\u00a0 sempre allegro. Alfredo, pos\u00f2 delicatamente la mano della sua amata sul lettino, si alz\u00f2 e usc\u00ec dalla camera. Appena fuori abbracci\u00f2 Olga con un vigore eccessivo, la ragazza fu costretto ad allontanarlo dicendogli:<\/p>\n<p>&#8211; Alfredo, piano, mi fai male; dimmi, come sta?<\/p>\n<p>Alfredo, passandosi il braccio sugli occhi per asciugare le lacrime:<\/p>\n<p>&#8211; Olga \u2026. non si muove, non parla , non si lamenta, Dio non fa nulla e altre lacrime liberatorie scesero sul suo volto.<\/p>\n<p>Olga lo strinse\u00a0 a se:- su coraggio, vedrai, si riprender\u00e0, non ti scoraggiare.<\/p>\n<p>Alfredo: &#8211; non mi scoraggio, sto sempre qua, le parlo sempre, metto su la sua musica ma nulla, non succede nulla, la mia Mary non combatte pi\u00f9, e, sai, se non le stringevi la coscia con quel laccio improvvisato, sarebbe gi\u00e0 morta. La mia Mary\u2026\u00e8 come una bambola, inerte, mio Dio, mio Dio.<\/p>\n<p>Alfredo rientr\u00f2 nella stanzetta, si mise a sedere, riprese la mano della sua amata e le raccontava di storie sue del passato, qualsiasi cosa, lei doveva sentire la sua voce, doveva sapere che non era stata abbandonata.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 una settimana, Olga lasci\u00f2 l\u2019ospedale, dopo \u00a0qualche giorno torn\u00f2 al lavoro, non era tutto distrutto come pensava, i danni molto limitati, gli operai si erano rimboccati ancora una volta le maniche e avevano rimesso tutto in ordine, in effetti non c\u2019erano stati danni strutturali, solo due camion erano proprio persi, gli altri stavano in viaggio quel maledetto venerd\u00ec.<\/p>\n<p>Alla fabbrica fu fatta un\u2019opera di bonifica, cambiati tutti i vetri, e una bella tinteggiata, il fuoco aveva pi\u00f9 spaventato che fatto danni, chi aveva appiccato il fuoco non era pratico di attentati e l\u2019intervento fortuito dei carabinieri aveva contenuto il disastro.<\/p>\n<p>L\u2019unica cosa seria era il coma di Mary, il povero Alfredo si stava consumando al suo capezzale, lui avrebbe dato la vita per quel fiore delicato, ma non poteva far nulla. Anche Olga si recava tutti i giorni in ospedale, vi stava un paio di ore, lo sguardo fisso al volto della sua amica e poi, pi\u00f9 angosciosa di com\u2019era arrivata in ospedale, andava via.<\/p>\n<p>E un pomeriggio, proprio in ospedale, Olga ebbe un colpo di genio, Mary era una combattente, la semplice musica non poteva bastare, e cos\u00ec anche lei trascorreva i pomeriggi in ospedale, dava il cambio ad Alfredo.<\/p>\n<p>Durante i suoi turni, Olga si avvicinava spesso all\u2019orecchio dell\u2019amica e le mormorava qualcosa, nessuno aveva capito cosa, ma Olga ne era proprio soddisfatta; erano passati appena due mesi dall\u2019incidente quando una bella mattina ci fu un bel trambusto in quella stanzetta, Mary si era ripresa, il suo coma solo un brutto ricordo, e le sue prime parole furono: &#8211; Gaetano Esposito.<\/p>\n<p>E arriv\u00f2 anche Olga in ospedale, l\u2019eco della ripresa di Mary era arrivato anche a lei.<\/p>\n<p>Olga . \u2013 io lo sapevo, Alfredo la tua musica \u00e8 bella, ma non andava bene per Mary.<\/p>\n<p>Alfredo: &#8211; perch\u00e9 ? tu cosa le dicevi sempre all\u2019orecchio?<\/p>\n<p>Olga: &#8211; semplice, il nome del suo nemico, e ci ho visto giusto, per lei \u00e8 stata una bella scossa. Lei non era il tipo da lasciare che la fabbrica chiudesse per opera di quello \u00a0e intanto accarezzava il viso di Mary ancora intontito ma sveglio, ora era solo questione di ripresa fisiologica, Mary era sveglia e solo questo contava. A un attento esame Mary non aveva riportato danni dal come, per fortuna il tempo passato in quello stato era stato minimo.<\/p>\n<p>Tra terapie di mantenimento e riabilitazione il tempo scorse veloce, Mary lasci\u00f2 l\u2019ospedale, Esposito Gaetano, tra gli smaltimenti illegali, tentato incendio alla fabbrica, estorsioni varie, avrebbe passato un bel po\u2019 di tempo in carcere.<\/p>\n<p>Quando Mary torn\u00f2 in ufficio, trov\u00f2 la solidariet\u00e0 di tutti \u00a0ma proprio tutti, dal suo datore di lavoro all\u2019ultimo fattorino. E fu proprio la sera di quel giorno che Alfredo la port\u00f2 nel ristorante pi\u00f9 lussuoso della citt\u00e0, tutti i tavoli erano vuoti, c\u2019erano solo loro due, e qualche musicista di violino, Mary cap\u00ec subito, ma non disse nulla, aspettava che il suo uomo le facesse la tanto attesa domanda.<\/p>\n<p>E quando la cena arriv\u00f2 quasi alla fine, Alfredo s\u2019inginocchi\u00f2 dinanzi a lei, apr\u00ec un cofanetto e porgendolo a Mary le chiese: &#8211; Mary \u2026 mi vuoi sposare? Ti prego, non dirmi di no, quel tuo ricovero, quel tuo essere lontana mi hanno fatto capire quanto tu sia importante per me.<\/p>\n<p>Mary (asciugandosi una lacrima):- certo amore mio che ti voglio sposare, sai anche per me la vita \u2026 non sarebbe nulla senza di te.<\/p>\n<p>Il matrimonio fu celebrato dopo sei mesi, in fabbrica, c\u2019erano proprio tutti, una serata danzante nel parcheggio dei camion, fu una novit\u00e0 e una cosa piacevole, ci furono momenti di commozione, ma erano tutti li, parevano tutti familiari, non uno si sent\u00ec fuori luogo \u2026 e gli sposi partirono per il loro viaggio d\u2019amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mary decise di frequentare quella scuola di ballo; era rimasta sola, e non voleva rinchiudersi in casa e morire lentamente nell\u2019anima, cos\u00ec sarebbe stata per un paio di ore in mezzo agli altri, chiss\u00e0, forse si sarebbe distratta e non avrebbe pensato pi\u00f9 al suo ex. 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