{"id":1969,"date":"2014-11-08T09:04:12","date_gmt":"2014-11-08T09:04:12","guid":{"rendered":"http:\/\/artetremila.it\/blog\/?p=1969"},"modified":"2014-11-08T09:04:12","modified_gmt":"2014-11-08T09:04:12","slug":"le-icone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/le-icone\/","title":{"rendered":"Le icone"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong><br \/>\nLE ICONE<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">(Come riconoscere un\u2019icona autentica).<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><em>Da diverse e-mail giunte alla redazione\u00a0che chiedevano particolari sulle\u00a0<strong>Icone,\u00a0<\/strong>spesso in contraddizione e che evidenziavano la poco conoscenza su questo tema si \u00e8 preso lo spunto per approfondire l\u2019argomento e fare chiarezza sulle\u00a0<strong>Icone.<\/strong>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La pittura di icone storicamente nasce dalla tecnica dell\u2019affresco, ma si \u00e8 evoluta in maniera abbastanza complessa, soprattutto per la preparazione della tavola, che non deve incurvarsi e deve essere resistente agli agenti atmosferici. La stesura dell\u2019oro sul disegno, fatto a matita e poi inciso con un ago, costituisce lo sfondo. Poi l\u2019artista dipinge servendosi di colori fatti con polveri naturali mescolate al giallo d\u2019uovo.<\/em><!--more--><\/p>\n<p><em>Quando la pittura \u00e8 terminata, si applica sulla superficie uno strato protettivo, composto del migliore olio di lino e di varie resine, come l\u2019ambra gialla. Questa vernice imbeve i colori e ne fa una massa omogenea, dura e resistente. Alla sua superficie vengono fissate le polveri, e questo col tempo d\u00e0 alla massa una tinta scura. Se la si toglie, i colori appaiono al di sotto nel loro splendore originale.<\/em><\/p>\n<p><em>Essendo non soltanto il frutto di un\u2019ispirazione artistica e di una certa libert\u00e0 nella tecnica, ma anche l\u2019espressione di una tradizione ecclesiale,\u00a0<strong>le icone -stando al 2\u00b0 Concilio di Nicea- possono essere considerate autentiche solo se vi \u00e8 un consenso della chiesa.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il luogo liturgico fondamentale delle icone \u00e8 il tempio e, nel tempio, anzitutto l\u2019iconostasi, cio\u00e8 la parete che separa i fedeli dal santuario ove si celebra il sacrificio. Di regola gli iconografi sono dei monaci cui l\u2019igumeno ha concesso l\u2019autorizzazione a dipingere. Nel mondo slavo e bizantino la contemplazione delle icone aveva ed ha un valore salvifico pari a quello della lettura delle Sacre Scritture. Di qui l\u2019accesa disputa passata alla storia col nome di \u201ciconoclastia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Le pi\u00f9 antiche provengono dalla Palestina, dalla Siria, dall\u2019Egitto, da Bisanzio e risalgono ai secoli IV -VI ,ma la maggior fioritura si ebbe successivamente in Russia e nei paesi Balcanici dove si produssero icone sino al secolo XVIII. (Spesso adornate con lamine d\u2019oro o argento, di smalti e pietre preziose.)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine5.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine5.gif\" alt=\"\" width=\"116\" height=\"141\" \/><\/a>\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine1.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine1.gif\" alt=\"\" width=\"115\" height=\"143\" \/><\/a>\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine6.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine6.gif\" alt=\"\" width=\"116\" height=\"141\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine4.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine4.gif\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"181\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine2.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine2-124x150.gif\" alt=\"\" width=\"124\" height=\"150\" \/><\/a>\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine1.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/stelledelsud.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Immagine1.gif\" alt=\"\" width=\"115\" height=\"143\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Tre sono le caratteristiche fondamentali di tutte le icone:<\/em><\/p>\n<p><strong><em>la luce naturale\u00a0<\/em><\/strong><em>non ha alcun valore, ma sia essa che tutti i colori terreni sono soltanto luce e colori riflessi; nell\u2019icona quindi non c\u2019\u00e8 ombra o chiaroscuro; il fondo e tutte le linee, le sottolineature d\u2019oro vogliono proprio significare una luce sovrannaturale;\u00a0<strong>la prospettiva<\/strong>\u00a0\u00e8 rovesciata, poich\u00e9 le linee si dirigono in senso inverso rispetto a chi guarda, cio\u00e8 non verso un punto di fuga dietro il quadro, ma proprio verso un punto esterno, che avvicina le linee allo spettatore, dando l\u2019impressione che i personaggi gli vadano incontro (i profili infatti non esistono, se non per indicare i peccatori, n\u00e9 la tridimensionalit\u00e0, in quanto la profondit\u00e0 viene data solo spiritualmente, dall\u2019intensit\u00e0 degli sguardi);<\/em><\/p>\n<p><strong><em>le proporzioni<\/em><\/strong><em>\u00a0delle figure, la posizione degli oggetti, la loro grandezza non sono naturali (pesi e volumi non esistono), ma relative al valore delle persone o delle cose: non esiste naturalismo o realismo (cio\u00e8 la ritrattistica), ma solo simbolismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il corpo, sempre slanciato, sottile, con testa e piedi minuscoli, \u00e8 disegnato a tratti leggeri, e il pi\u00f9 delle volte segue le linee delle volte del tempio, in quanto la pittura dipende dall\u2019architettura.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto comunque \u00e8 dominato dal volto, perch\u00e9 \u00e8 da qui che il pittore prende le mosse. Gli occhi sono molto grandi, fissi, a volte malinconici, sotto una fronte larga e alta; il naso \u00e8 allungato, le labbra sono sottili, il mento \u00e8 sfuggente, il collo \u00e8 gonfio. Tutto per indicare ascesi, purezza, interiorit\u00e0..<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Altro aspetto frequente<\/em><\/strong><em>\u00a0che si trova nelle icone \u00e8 la\u00a0<strong>simmetria<\/strong>, che indica un centro ideale al quale tutto converge.<\/em><\/p>\n<p><em>In Europa occidentale l\u2019iconografia \u00e8 rimasta sostanzialmente di tipo bizantino sino a Duccio di Boninsegna e Giotto, cio\u00e8 sino al momento in cui si \u00e8 cominciato a introdurre la prospettiva della profondit\u00e0, il chiaroscuro naturalistico, il realismo ottico, perdendo cos\u00ec progressivamente il carattere misterico e trascendente delle rappresentazioni sacre.<\/em><\/p>\n<p><em>Al 1424-26 risale la Trinit\u00e0 di\u00a0<strong>Andrej Rubljov<\/strong>\u00a0(vedi foto) ; oggi si trova nella Galleria Tetrjakov).<\/em><\/p>\n<p><em>Le testimonianze biografiche su Andrej Rubljov sono scarse. Non si sa dove nacque e poche delle sue opere si sono conservate fino ai nostri giorni.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il primo accenno a Rubljov \u00a0che troviamo nelle cronache risale al 1405, anno in cui fu invitato a partecipare alla decorazione dell\u2019iconostasi della cattedrale dell\u2019Annunciazione del Cremlino<\/em>.<\/p>\n<p><strong>by:gb<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE ICONE (Come riconoscere un\u2019icona autentica). \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Da diverse e-mail giunte alla redazione\u00a0che chiedevano particolari sulle\u00a0Icone,\u00a0spesso in contraddizione e che evidenziavano la poco conoscenza su questo tema si \u00e8 preso lo spunto per approfondire l\u2019argomento e fare chiarezza sulle\u00a0Icone.\u00a0 La pittura di icone storicamente nasce dalla tecnica dell\u2019affresco, ma si \u00e8 evoluta in maniera abbastanza complessa, soprattutto per la preparazione della<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1972,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[6,22],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1969"}],"collection":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1969"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1969\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1972"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}