{"id":2125,"date":"2015-01-09T09:17:40","date_gmt":"2015-01-09T09:17:40","guid":{"rendered":"http:\/\/artetremila.it\/blog\/?p=2125"},"modified":"2015-01-09T09:17:40","modified_gmt":"2015-01-09T09:17:40","slug":"annalaura-patane-al-museo-manzu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/annalaura-patane-al-museo-manzu\/","title":{"rendered":"AnnaLaura Patan\u00e8 al museo Manz\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Cos\u00ec in cielo come in terra. Di sospensioni e di fossili, di AnnaLaura Patan\u00e8<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/manzu1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2126\" src=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/manzu1-300x165.jpg\" alt=\"manzu1\" width=\"300\" height=\"165\" data-id=\"2126\" srcset=\"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/manzu1-300x165.jpg 300w, https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/manzu1-768x423.jpg 768w, https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/manzu1-1024x563.jpg 1024w, https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/manzu1.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il quarto ed ultimo appuntamento di <em>MadLab<\/em> alla <em>Raccolta Manz\u00f9<\/em> con <strong>AnnaLaura Patan\u00e8<\/strong>, previsto per sabato 10 gennaio 2015, conferma ancora una volta la volont\u00e0 con cui di volta in volta il curatore della rassegna <strong>Fabio D\u2019Achille<!--more--><\/strong>scavallando l\u2019inizio di lustro, \u00e8 andato a scovare situazioni artistiche al femminile le pi\u00f9 disparate, riuscendo per ognuna di esse a farsi medium tra contenuti e contenitore, il non facile \u201c ridotto\u201d verdearancio del museo, qui interpretato in maniera decisamente polifunzionale. Si parte infatti dal boccascena teatrale illuminato e filmico, aperto sulla notte profonda del giardino popolato dalle ninfe silvestri e intirizzite di <strong>Stefania Romagna<\/strong> \u2013 <strong>Inanna Trillis<\/strong>, attraverso le tele materiche, infuocate e pirotecniche della sofferta <em>Stimmung<\/em> neoinformale di <strong>Antonella Catini<\/strong>, per approdare alla suggestione intima, autobiografica e autoreferenziale, di studio d\u2019artista di <strong>Marianna Galati<\/strong>, e, per ultimo, ora, a questa combinazione alto-basso, di sospensioni e di fossili di AnnaLaura Patan\u00e8. Se nei primi due appuntamenti infatti Fabio ha in certo modo operato in senso centrifugo nei riguardi del piccolo incandescente contenitore, da cui si sprigionava il ruscellante arcadico tema della performance di Stefania Romagna cos\u00ec come l\u2019incontenibile struggimento cromatico delle tele di Antonella Catini, per Galati e Patan\u00e8 il discorso \u00e8 opposto e centripeto: la porta si chiude alle spalle, e lo spazio espositivo, gi\u00e0 esiguo, si riduce e si comprime ulteriormente, e si fa stanza, scrigno del pensiero e della riflessione su se stessi \u2013 gli infiniti autoritratti, gli infiniti occhi di Marianna &#8211; e sul mondo.<\/p>\n<p>Il nucleo interiore ci attira, in quest\u2019ultimo appuntamento, in modo magnetico: le <em>Sospension<\/em>i di Anna Laura Patan\u00e8 &#8211; l\u2019orsacchiotto di peluche rappresentato recto-verso sullo sfondo neutro popolato di scritte interpretabili quali richieste di aiuto, il piccolo papero giallo sospeso per una zampa e che si staglia contro la sua stessa ombra cenerina \u2013 ci attirano e ci confondono con il gioco eternamente ambiguo tra simulacro dell\u2019originaria \u201cet\u00e0 dell\u2019innocenza\u201d e dolorosa presa di coscienza della sua irrimediabile perdita: la solitudine avvolgente dei fondi, grigi come aurei, l\u2019algore convenzionalmente concettuale \u201cdes chiffres et des lettres\u201d in auge nel contemporaneo dai \u201ctelegrammi\u201d di Kounellis in poi, e soprattutto la presenza di quelle ombre stridenti e inquietanti, e tuttavia non incombenti n\u00e9 sproporzionate, il minimo accenno di merletto ai bordi di qualche tela, tutti questi elementi concorrono ad aumentare il silenzio assordante della serie d\u2019innocenti <em>pendus<\/em>, accomunabili loro malgrado, nella sventura della sorte, a certi <em>appesi<\/em> della contigua Raccolta Manz\u00f9, ora Cristi ora Partigiani\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cUn fossile \u00e8, prima di tutto, materia che porta dentro di s\u00e9 e ben in evidenza la memoria della sua esistenza: e i lavori di AnnaLaura sono prima di tutto memorie di esistenze ma non consumate dal tempo, n\u00e9 vive n\u00e9 morte, ben visibili, presenti, tangibili\u2026 in quel confine sottile che separa la vita dalla morte, e che trova nel fossile appunto un momento di meditazione, serena e affascinante, una sorta di limbo esistenziale, in cui non prevale n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra\u201d. Cosi efficacemente scrive <strong>Silvia Sfrecola Romani<\/strong> a proposito della tematica dei <em>Fossili<\/em> ricorrente sia nella pittura &#8211; sensibilmente materica &#8211; cos\u00ec come nella scultura di AnnaLaura Patan\u00e8, contemplati nella presente selezione di Fabio D\u2019Achille, a presentarci l\u2019altra faccia dell\u2019artista, quella terrena, addirittura sotterranea stratificata e calcarea, e per questo ancora pi\u00f9 preziosa e calligrafica nell\u2019elemento proustiano dell\u2019impronta e del ricordo imperituro. Cos\u00ec lo spazio espositivo si fa qui ora per l\u2019ultima volta decisamente <em>Wunderkammer<\/em> depisisiana, gabinetto delle meraviglie tra terra e cielo, tra natura e cultura: e il merito \u00e8 dell\u2019arte.<\/p>\n<p><em>Marcella Cossu<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec in cielo come in terra. Di sospensioni e di fossili, di AnnaLaura Patan\u00e8 &nbsp; Il quarto ed ultimo appuntamento di MadLab alla Raccolta Manz\u00f9 con AnnaLaura Patan\u00e8, previsto per sabato 10 gennaio 2015, conferma ancora una volta la volont\u00e0 con cui di volta in volta il curatore della rassegna Fabio D\u2019Achille<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2126,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[19],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2125"}],"collection":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2125"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2125\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}