{"id":2780,"date":"2015-12-22T18:18:40","date_gmt":"2015-12-22T18:18:40","guid":{"rendered":"http:\/\/artetremila.it\/blog\/?p=2780"},"modified":"2015-12-22T18:18:40","modified_gmt":"2015-12-22T18:18:40","slug":"tre-oci-tre-mostre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/tre-oci-tre-mostre\/","title":{"rendered":"Tre Oci-Tre mostre"},"content":{"rendered":"<p>TRE OCI \/ TRE MOSTRE<br \/>\nGIUDECCA FOTOGRAFIA<\/p>\n<p>Casa dei Tre Oci 23 gennaio\u00a0 -28 marzo 2016 Inaugurazione 22 gennaio<!--more--><\/p>\n<p>Il Circolo Fotografico La Gondola<br \/>\nLo specchio di Alice<\/p>\n<p>Sguardi femminili<br \/>\nVincitrici del Portfolio 2015<\/p>\n<p>NeroSuBianco<br \/>\nFotografie 1950-1960<br \/>\na cura di<br \/>\nManfredo Manfroi Roberto Polillo<br \/>\nVisions of Venice<br \/>\na cura di<br \/>\nAlessandro Luigi Perna<br \/>\nGiulio Obici<br \/>\nIl fl\u00e2neur detective<br \/>\na cura di<br \/>\nRenato Corsini<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/ANDREA-AVEZZU-2015-cArchivio-Storico-Circolo-Fotografico-LaGondola.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2782\" src=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/ANDREA-AVEZZU-2015-cArchivio-Storico-Circolo-Fotografico-LaGondola-300x200.jpg\" alt=\"ANDREA AVEZZU 2015 (c)Archivio Storico Circolo Fotografico LaGondola\" width=\"161\" height=\"107\" data-id=\"2782\" \/>\u00a0 <\/a><a href=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Canal-Grande_Ca-Foscari-2010-\u00a9-Roberto-Polillo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2783\" src=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Canal-Grande_Ca-Foscari-2010-\u00a9-Roberto-Polillo-300x200.jpg\" alt=\"Canal Grande_Ca Foscari  2010 \u00a9 Roberto Polillo\" width=\"161\" height=\"107\" data-id=\"2783\" \/>\u00a0 <\/a><a href=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/GAMBE-SOSPESE_MILANO_2001cGiulio-Obici-in-bassa.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2784\" src=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/GAMBE-SOSPESE_MILANO_2001cGiulio-Obici-in-bassa-300x200.jpg\" alt=\"RenatoCorsini_riproduzioni_27-8-13 017\" width=\"157\" height=\"105\" data-id=\"2784\" \/>\u00a0<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Il-campanile-di-San-Marco-e-le-Procuratie-Nuove-Piazza-san-Marco-2015-\u00a9-Roberto-Polillo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2785\" src=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Il-campanile-di-San-Marco-e-le-Procuratie-Nuove-Piazza-san-Marco-2015-\u00a9-Roberto-Polillo-300x200.jpg\" alt=\"Il campanile di San Marco e le Procuratie Nuove  Piazza san Marco 2015 \u00a9 Roberto Polillo\" width=\"145\" height=\"97\" data-id=\"2785\" \/>\u00a0 <\/a><a href=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Izabella-Wegh-2015-cArchivio-Storico-Circolo-Fotografico-LaGondola.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2786\" src=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Izabella-Wegh-2015-cArchivio-Storico-Circolo-Fotografico-LaGondola-200x300.jpg\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"78\" height=\"117\" data-id=\"2786\" \/><\/a><br \/>\nTre Oci Tre Mostre, format di successo giunto alla quarta edizione, inaugura la stagione espositiva 2016 della Casa dei Tre Oci, dedicata alla fotografia.<br \/>\nTre percorsi di ricerca che si snodano su 5 mostre per un totale di 228 fotografie, attraverso un vivace confronto tra i linguaggi contemporanei e la grande tradizione della fotografia veneziana.<br \/>\nTre proposte espositive differenti fra loro che cercano d\u2019interpretare l\u2019essenza della fotografia di oggi in una logica che si muove verso il superamento dei generi e la trasversalit\u00e0.<br \/>\nNon si cerchi quindi di trovare un rigido filo conduttore, se non quello dell\u2019originalit\u00e0 e dell\u2019apertura verso nuove esperienze e tendenze, nella prospettiva, fortemente voluta dal direttore artistico Denis Curti, di valorizzare le eccellenze territoriali. Come monadi distinte, universi paralleli dotati di significato e di stile autonomi, le tre mostre del 2016 sono proiettate pur sempre verso uno sfondo comune, che diviene anche soggetto di alcune delle immagini esposte: Venezia, cui La Gondola, Polillo e Obici rimandano costantemente, perch\u00e9 con questa citt\u00e0 si confrontano e dialogano.<\/p>\n<p>Al pianterreno della Casa il programma espositivo del Circolo Fotografico La Gondola si articoler\u00e0 in tre sezioni.<br \/>\nLo specchio di Alice, ispirandosi al titolo del racconto di Lewis Carroll \u201cAttraverso lo specchio\u201d, intende trattare con 39 immagini un aspetto della fotografia contemporanea assai dibattuto: il disaccordo tra la presunta realt\u00e0 rappresentata e l&#8217;autonomia di significato che la medesima assume per il solo fatto di essere stata traslata in una fotografia.<br \/>\nSin da quando \u00e8 stata -per cos\u00ec dire- esonerata dall&#8217;obbligo di \u201ccertificare\u201d la realt\u00e0, sostituita dai nuovi media d&#8217;informazione pi\u00f9 coinvolgenti e immediati, l\u2019immagine fotografica ha manifestato il suo potere, quasi magico, di \u201coltrepassare\u201d se stessa, come nello specchio di Alice, e di introdurre chi guarda in un mondo in cui tutto assume una dimensione allusiva, incerta e aperta su svariati orizzonti.<br \/>\nLe immagini esposte non hanno certo l\u2019intento di sedurre, ma piuttosto di costringere lo sguardo e la mente a un gioco ermeneutico, in cui lo spettatore tenta di scovare &#8211; nell&#8217;oggettivit\u00e0 rappresentata &#8211; il possibile inganno, le ipotesi alternative a cui non si pu\u00f2 dare risposta.<br \/>\nEspongono i soci de La Gondola: Lisa Andreani, Andrea Avezz\u00f9, Antonio Baldi, Maurizio Braiato, Aldo Brandolisio, Ilaria Brandolisio, Fabrizio Brugnaro, Lorenzo Bullo, Nicola Bustreo, Dario Caputo, Paola Casanova, Carlo Chiapponi, Maria Teresa Crisigiovanni, Francesco Del Negro, Gianfranco Giantin, Matteo Miotto, Stefano Pandiani, David Salvadori, Giorgio Semenzato, Massimo Stefanutti, Maurizio Trifilidis, Fabrizio Uliana, Izabella Vegh, Giovanni Vio, Emilio Zangiacomi Pompanin, Anna Zemella.<br \/>\nLa Gondola presenta, inoltre, NeroSuBianco, a cura di Manfredo Manfroi: un compendio, ridotto ma significativo (28 immagini) delle tendenze espressive in cui si riconobbe, nel secondo dopoguerra, la fotografia italiana nel decennio 1950-1960.<br \/>\nLe immagini sono fortemente rappresentative dei due principali orientamenti dell\u2019epoca: l\u2019uno, teorizzato da Giuseppe Cavalli, intellettuale di formazione cattolica e crociana, tentava di rifarsi alla nostra tradizione figurativa, alle atmosfere pittoriche del primo Quattrocento: un \u201chigh key\u201d sofisticato che suggerisse attraverso bassi contrasti la solarit\u00e0 e il languore mediterraneo del nostro Paese; l\u2019altro, che ha trovato un notevole interprete in Paolo Monti, sviluppava un confronto con il percorso della Subjective Fotografie del dott. Otto Steinert, optando per una fotografia dai toni bassi, un \u201clow key\u201d di ascendenza quasi espressionista e in tal senso opposta alla visione di Cavalli.<br \/>\nIn mostra le celebri fotografie di Sergio Del Pero, Mario Giacomelli, Paolo Monti, Fulvio Roiter, ma anche di Gino Bolognini, Gian Pietro Cadamuro Morgante, Libero Dell&#8217;Agnese, Stanislao Farri, Ferruccio Ferroni, Nino Fornasiero, Federico Gasparotto, Riccardo Gasparotto, Piero Gioppo, Carlo Mantovani, Laura Martinelli, Gustavo Millozzi, Vittorio Piergiovanni, Ezio Quiresi, Luciano Regini, Bruno Rosso, Giancarlo Sala, Luciano Scattola, Carlo Trois.<br \/>\nInfine, una stanza \u00e8 dedicata alle vincitrici della lettura portfolio Sguardi Femminili del 2015.<br \/>\nFrancesca Cesari con il lavoro In the room riproduce la dimensione appartata e silenziosa del luogo in cui una madre addormenta il bambino attraverso l\u2019allattamento al seno, col progressivo ammorbidirsi del corpo e l\u2019abbandono di ogni resistenza, gioco e ostinazione. Monia Perissinotto propone un percorso emozionale con Istanbul, rappresentata come &#8220;colei che indaga il [suo] essere straniera&#8221;. Caterina Burlini con Flora elabora un progetto fotografico ampio, tutt&#8217;ora in corso, in cui la natura e la figura femminile si fondono, fino a diventare l&#8217;una parte dell&#8217;altra.<\/p>\n<p>Nei saloni del piano nobile, la mostra Visions of Venice, curata da Alessandro Luigi Perna: 75 immagini di Venezia (dal piccolo al grande formato) realizzate da Roberto Polillo nell&#8217;ambito di un progetto personale pluriennale dedicato alla citt\u00e0, che a sua volta costituisce il primo capitolo del pi\u00f9 ampio &#8220;Impressions of the World&#8221;, un lavoro fotografico che tenta di cogliere il Genius Loci di vari paesi del mondo.<br \/>\nPolillo sembra usare la macchina fotografica- grazie alla tecnica di ripresa ICM, Intentional Camera Movement &#8211; come fosse un pennello: tempi molto lunghi e movimenti di ripresa sempre diversi &#8211; verticali, orizzontali, circolari, obliqui, lenti o bruschi &#8211; fanno delle sue fotografie affascinanti rappresentazioni pittoriche della realt\u00e0. Le \u201cimmagini-acquarello\u201d sembrano cos\u00ec ritrarre una Venezia eterna, luogo dell\u2019anima, che pare essersi fermata, come una pellicola, a registrare il transito ininterrotto di mercanti, viaggiatori, letterati e artisti. Come un alfabeto o un codice matematico Visions of Venice si presenta come una sequenza dove la brillantezza cromatica e la luminosit\u00e0 catturano lo sguardo di chi guarda, dove la celerit\u00e0 dello scatto fotografico cede il posto alla fluidit\u00e0 e al movimento delicato.<br \/>\nA ispirare Polillo sono grandi i pittori viaggiatori dell&#8217;Ottocento (in particolare gli orientalisti) e artisti quali Delacroix, Matisse, Renoir, Van Gogh, Turner, De Chirico.<br \/>\nServendosi della fotografia per esprimere emozioni, l\u2019autore non aspira a raccontare o descrivere Venezia, ma a esplorarla nelle sue variazioni, in differenti momenti della giornata e nelle diverse stagioni dell&#8217;anno, carica di colori e umori mutevoli. Come fosse in grado di delineare la vasta gamma dei sentimenti umani attraverso le sue luci, le sue ombre, \u00e8 luminosa e solare, cupa e misteriosa, gotica e avventurosa oppure malinconica, desolata, a volte persino disperata.<br \/>\nLa mostra \u00e8 accompagnata da un volume, edito da Skira, in edizione bilingue italiano e inglese, che presenta circa 120 immagini, oltre a una selezione di citazioni su Venezia tratte dalle opere di alcuni dei pi\u00f9 grandi scrittori italiani e internazionali.<\/p>\n<p>Al secondo piano la mostra di Giulio Obici, Il fl\u00e2neur detective, a cura di Renato Corsini.<br \/>\nPer oltre quarant\u2019anni editorialista e inviato speciale, Obici ha seguito le grandi inchieste sul terrorismo, da Piazza Fontana al delitto Moro, indagando parallelamente i grandi eventi giudiziari.<br \/>\nIl fl\u00e2neur detective \u2013 dal titolo della serie di racconti pubblicata postuma, nel 2015 da Marsilio Editori- riflette il senso dell\u2019osservazione e dell\u2019indagine proprio di Obici. Nella celebre descrizione offerta da Walter Benjamin il fl\u00e2neur \u00e8 colui che attraversa le citt\u00e0 per perdervisi, conoscerle, penetrarle dall\u2019interno (Parigi, capitale del XIX secolo: i passages di Parigi). Un fl\u00e2neur detective che cerca, indaga, coglie e narra i \u201cfatti\u201d.<br \/>\nIn mostra 68 immagini, tra le quali 50 fotografie inedite, tutte risalenti a un archivio che \u00e8 venuto formandosi nel corso degli ultimi anni grazie al lavoro del curatore Renato Corsini e di sua figlia Olivia.<br \/>\nNe \u00e8 cos\u00ec emerso una sorta di diario dell\u2019Italia, raccontata attraverso particolari angolazioni di cartelloni pubblicitari, tabelloni elettorali inutilizzati e arrugginiti, vetrine, vie, luoghi-non-luoghi modificati dagli usi, dalle r\u00e9clames, dalla commercializzazione di tutto. Una via di Milano con al centro una lattina di coca cola rovesciata da cui fuoriesce la schiuma nera della bevanda che impregna l\u2019asfalto. In lontananza uomini, colti di spalle, lasciano la scena (la strada) alla lattina e al suo contenuto, segno tangibile di un rovesciamento del rapporto tra soggetto e oggetto: perch\u00e9 \u00e8 l\u2019oggetto il soggetto di queste foto, dove l\u2019uomo diviene oggetto tra gli altri oggetti. Analogamente irrompe come protagonista la vetrina di una boutique: gambe di manichini femminili sospese su una pila di giacche. Dai riflessi del vetro s\u2019intravedono volti: una donna, passanti, un uomo che si specchia, tutti ombre-comparse semi-nascoste, esiliate, spazzate vie.<br \/>\nForte \u00e8 la percezione della consapevolezza di un senso di decadenza e di mediocrit\u00e0, di degrado e omologazione verso cui si avviava l\u2019Italia, come l\u2019intuizione di scomparsa ulteriormente dilatata e amplificata dal bianco e nero. Obici del resto fotografava esclusivamente in bianco e nero, con le Leica M, stampando da s\u00e9 le proprie foto.<br \/>\nCome ha scritto Gianni Berengo Gardin, \u201cle fotografie di Obici lasciano un segno e diventano momento storicizzante\u201d. Ci\u00f2 che sorprende non \u00e8 (soltanto) la rappresentazione di questo vuoto e di questa mancanza, ma &#8211; come ha sottolineato Franco Loi- l\u2018intelligenza degli accostamenti, che forniscono approfondimenti e correlazioni di pensiero dalla sola configurazione degli spazi.<\/p>\n<p>Italo Calvino nelle sue memorabili Citt\u00e0 invisibili ha descritto le citt\u00e0 individuandone nessi e connessioni con alcune categorie\/filoni come il desiderio, la memoria, il cielo. Senza dubbio le immagini di Obici rientrerebbero a buon diritto nella categoria de \u201cLe citt\u00e0 e i segni\u201d, perch\u00e9 in ogni scatto le scritte sui muri, i manifesti, gli scorci di case o mare, le macchine, sono simboli e coordinate interpretative di una storia: la storia italiana dagli anni \u201980 agli anni 2000. Non a caso nessuna immagine ha un titolo. Riporta luogo e anno.<br \/>\nLo sguardo percorre le vie come pagine scritte: la citt\u00e0 dice tutto quello che devi pensare, ti fa ripetere il suo discorso, e mentre credi di visitar[la] non fai che registrare i nomi con cui definisce se stessa e tutte le sue parti \u2013Italo Calvino, Le citt\u00e0 invisibili.<\/p>\n<p>La Fondazione di Venezia, negli anni ha acquisito vari archivi e fondi fotografici per dedicarli<br \/>\nalla fruizione e in generale alla diffusione della cultura fotografica in Italia, e in particolare<br \/>\na Venezia dove ha aperto al pubblico la Casa dei Tre Oci. Ai Tre Oci la fotografia ha trovato la propria casa con mostre, workshop, seminari, laboratori, convegni, e importanti esposizioni monografiche dei grandi maestri della scena internazionale.<br \/>\nIl progetto Tre Oci \u00e8 sviluppato in collaborazione con Civita Tre Venezie e con il sostegno di Veneto Banca e Grafica Veneta.<br \/>\nWeb info<br \/>\nwww.treoci.org<\/p>\n<p>Materiali e immagini per la stampa scaricabili dal link<br \/>\nhttp:\/\/www.treoci.org\/index.php\/sala-stampa<\/p>\n<p>Vernice stampa<br \/>\nvenerd\u00ec 22 gennaio 2016<br \/>\ndalle 11.00 alle 15.00<\/p>\n<p>Inaugurazione<br \/>\nvenerd\u00ec 22 gennaio 2016<br \/>\ndalle 18.00 alle 21.00<\/p>\n<p>Ufficio Stampa<br \/>\nCasa dei Tre Oci<br \/>\nGiovanna Ambrosano<br \/>\nufficiostampa@civitatrevenezie.it<br \/>\ntel. 041\/2725912<br \/>\nmob. 338\/4546387<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRE OCI \/ TRE MOSTRE GIUDECCA FOTOGRAFIA Casa dei Tre Oci 23 gennaio\u00a0 -28 marzo 2016 Inaugurazione 22 gennaio<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2784,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[6,19],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2780"}],"collection":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2780"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2780\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}