{"id":2823,"date":"2016-01-17T09:36:45","date_gmt":"2016-01-17T09:36:45","guid":{"rendered":"http:\/\/artetremila.it\/blog\/?p=2823"},"modified":"2016-01-17T09:36:45","modified_gmt":"2016-01-17T09:36:45","slug":"manzu-a-25-anni-dalla-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artetremila.it\/wordpress\/manzu-a-25-anni-dalla-morte\/","title":{"rendered":"Manz\u00f9 a 25 anni dalla morte"},"content":{"rendered":"<p>Domenica 17 Gennaio 2016, una grande personalit\u00e0 di Ardea, un artista che ha lasciato un segno indelebile anche nel mondo, Giacomo Manzoni, detto Manz\u00f9, ricorre il venticinquesimo anniversario dalla morte. Il grande maestro verr\u00e0 commemorato alle ore 15 presso il Museo Manz\u00f9 di Ardea. <!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Giacomo_Manz\u00f9_1966b.jpg.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2827\" src=\"http:\/\/artetremila.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Giacomo_Manz\u00f9_1966b.jpg-221x300.jpeg\" alt=\"Giacomo_Manz\u00f9_1966b.jpg\" width=\"221\" height=\"300\" data-id=\"2827\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fonte Wikipedia:<\/p>\n<p>Dodicesimo figlio del calzolaio e sagrestano Angelo Manzoni e della moglie Maria Pesenti, impara presto a lavorare ed intagliare il legno. S&#8217;avvicina all&#8217;arte durante il servizio militare, svolto a Verona (1927\/&#8217;28), dove studia le porte di San Zeno e i calchi dell&#8217;Accademia di Belle Arti &#8220;Giambettino Cignaroli&#8221;.<\/p>\n<p>Nel 1929, dopo un breve soggiorno a Parigi, Manz\u00f9 va a vivere a Milano, dove l&#8217;architetto Giovanni Muzio gli commissiona la decorazione della cappella dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, che verr\u00e0 eseguita tra il 1931 ed il 1932. Sempre nel &#8217;32 partecipa ad una mostra collettiva presso la Galleria il Milione.<\/p>\n<p>Nel 1933, espone alla Triennale di Milano una serie di busti che gli valgono apprezzamenti e l&#8217;anno successivo tiene la sua prima mostra importante col pittore Aligi Sassu, con cui condivide lo studio, alla galleria &#8220;Cometa&#8221; di Roma.<\/p>\n<p>Nel 1934 sposa Antonia Orena.<\/p>\n<p>Nel 1938 inizia la serie dei Cardinali, tema iconografico di tutta la sua carriera. Il primo Cardinale seduto, di 65 cm di altezza, verr\u00e0 esposto alla Quadriennale di Roma del 1939 insieme al David, e successivamente acquistato dalla Galleria d\u2019Arte Moderna di Roma[1].<br \/>\nProdurr\u00e0 pi\u00f9 di 300 versioni di questo tema[2], differenti per dimensioni, posizione e materiali, fra queste il Cardinale seduto resta la figura pi\u00f9 replicata e famosa della serie.<\/p>\n<p>Nel 1939 inizia a produrre una serie di bassorilievi in bronzo (stiacciato fiorentino), le Deposizioni e le Crocifissioni per la serie Cristo nella nostra umanit\u00e0, in cui il tema sacro della morte di Ges\u00f9 Cristo viene usato per simboleggiare prima la brutalit\u00e0 del regime fascista e poi gli orrori della guerra. L&#8217;esposizione delle opere, tenutasi a Milano nel 1942, verr\u00e0 severamente criticata dalle autorit\u00e0 politiche ed ecclesiastiche.<\/p>\n<p>Nel frattempo, nel 1940, Manz\u00f9 ottiene la cattedra di scultura dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera che lascer\u00e0 per dissensi con le autorit\u00e0 accademiche sul programma di studi per spostarsi a insegnare scultura dell&#8217;Accademia Albertina di Torino. Lascer\u00e0 quindi la citt\u00e0 con l&#8217;imperversare della guerra rifugiandosi a Clusone. Il suo nudo Francesca Blanc vince il premio della Quadriennale di Roma del 1943.<br \/>\n&#8220;Cardinale seduto&#8221;, bronzo, 1974\/75, Getty Museum &#8211; Los Angeles<\/p>\n<p>Nel dopoguerra torna ad insegnare all&#8217;Accademia di Brera fino al 1954 e quindi alla Sommerakademie di Salisburgo fino al 1960 dove fa conoscenza di Inge Schabel, che diventer\u00e0 la sua compagna di vita e con cui avr\u00e0 due figli, Giulia e Mileto. Lei e la sorella Sonja diventano le modelle di tutti i suoi ritratti e in quel periodo inizia a lavorare alla realizzazione della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro in Vaticano (compiuta nel 1964). La porta vaticana, che impegna l\u2019artista dal 1947 al 1964, diviene l\u2019epicentro di una poetica che, nel dialogare con la tradizione, ne rifiuta gli aspetti pi\u00f9 strettamente accademici.[3]<\/p>\n<p>Verso la fine degli anni Cinquanta, nasce la collaborazione con la fonderia MAF di Milano con cui pu\u00f2 creare un maggior numero di sculture e quindi ampliare in forme monumentali le proprie creazioni che vengono impostate, nel 1956, sul nuovo tema della Madre con bambino; realizza inoltre la Porta dell&#8217;Amore per il Duomo di Salisburgo (1955-1958).<\/p>\n<p>Nel 1962 partecipa, insieme ai pi\u00f9 importanti scultori internazionali del periodo, alla mostra Sculture nella citt\u00e0 organizzata da Giovanni Carandente nell&#8217;ambito del V Festival dei Due Mondi a Spoleto, presentando tre sculture in bronzo: Pattinatrice del 1958, Cardinale del 1959 e La grande chiave del 1959.<\/p>\n<p>Nel 1964 Manz\u00f9 va a vivere in una villa vicino Ardea (Roma), nella localit\u00e0 di Campo del Fico nella frazione di Casalazzara adiacente all&#8217;antica rocca di Ardea, ma nel comune di Aprilia. La localit\u00e0 fra Ardea e Aprilia \u00e8 oggi stata ribattezzata Colle Manz\u00f9 e anche il comune di Aprilia ha dedicato a Manz\u00f9 la propria biblioteca comunale e la sala conferenze. Realizza la Porta della Pace e della Guerra per la chiesa di Saint Laurens a Rotterdam (1965-1968) e, dopo circa dieci anni di bassorilievi, torna all&#8217;opera a figura intera realizzando in bronzo figure femminili che vanno dai ritratti della moglie a temi pi\u00f9 o meno scopertamente erotici come l&#8217;Artista con la modella (rilievo), gli Amanti e lo Strip-tease. Nel 1965 si completa l&#8217;acquisto del terreno dove sar\u00e0 edificato il Museo Amici di Manz\u00f9 in Ardea, alla confluenza di due corsi d&#8217;acqua: Fosso di sant&#8217;Antonio che si getta nell&#8217;Incastro, un corso d&#8217;acqua leggendario presente nell&#8217;Eneide e nella storia di Roma, menzionato nell&#8217;Assedio di Ardea da parte di Tarquinio il Superbo.<\/p>\n<p>Nel 1969 si ha l&#8217;inaugurazione del Museo Amici di Manz\u00f9 di Ardea. Lo stesso anno muore il figlio designer Pio. Nei tardi anni sessanta diventa scenografo, allestendo costumi e scene per Igor Stravinskij (per il suo Edipo Re del 1964), Goffredo Petrassi, Claude Debussy, Richard Wagner e Giuseppe Verdi. Nel 1968 Curtis Bill Pepper scrive su di lui il libro An Artist And the Pope; il Papa menzionato nel titolo \u00e8 Papa Giovanni XXIII, suo conterraneo ed amico personale; il libro viene tradotto in italiano, tedesco, spagnolo e francese. La fama dello scultore giunge intanto in Giappone, dove nel 1973 si \u00e8 tenuta una mostra personale presso il Museo di Arte Moderna di Tokyo.<\/p>\n<p>\u00c8 suo il Monumento al partigiano sito a Bergamo, inaugurato nel 1977. Sempre a Bergamo numerose sue opere sono raccolte alla Galleria d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea.<br \/>\n\u00ab Partigiano<br \/>\nti ho visto appeso<br \/>\nimmobile.<br \/>\nSolo i capelli si muovevano<br \/>\nleggermente sulla tua fronte.<br \/>\nEra l&#8217;aria della sera<br \/>\nche sottilmente strisciava<br \/>\nnel silenzio<br \/>\ne ti accarezzava,<br \/>\ncome avrei voluto fare io. \u00bb<br \/>\n(Giacomo Manz\u00f9, 5, dedica incisa nel &#8220;Monumento al partigiano&#8221;)<\/p>\n<p>Nel 1974, (il 19 novembre), avviene un &#8220;tentato rapimento nella villa di Ardea di Giulia e Mileto[4] figli di Giacomo Manz\u00f9&#8221; (Paese Sera).<\/p>\n<p>Nel 1979 Manz\u00f9 dona le sue opere allo Stato Italiano.<\/p>\n<p>Nel 1989, a New York, viene inaugurata di fronte alla sede dell&#8217;ONU l&#8217;ultima sua grande realizzazione, una scultura in bronzo alta 6 metri. Nel 2007 un gruppo di 6 sculture viene esposto, &#8220;en plein air&#8221;, ad Orta S. Giulio, in provincia di Novara.<\/p>\n<p>Manz\u00f9 muore nel 1991, il 17 gennaio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 17 Gennaio 2016, una grande personalit\u00e0 di Ardea, un artista che ha lasciato un segno indelebile anche nel mondo, Giacomo Manzoni, detto Manz\u00f9, ricorre il venticinquesimo anniversario dalla morte. 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